Dibattito sulla figura della donna presso l’IIS Ferrari di Chiaravalle


In occasione della giornata internazionale della donna, l’8 marzo si è svolto un incontro- dibattito dal titolo “Donne: passione, coraggio, tenacia” presso l’aula magna dell’istituto Enzo Ferrari di Chiaravalle.

Gli studenti di tutti i plessi hanno dialogato con Marisa Garofalo, sorella della testimone di giustizia Lea Garofalo, e la prof.ssa Donatella Paolino, presidentessa del Corso di Studi “Scienze e Tecnologie Cosmetiche e dei Prodotti del Benessere” presso l’UMG di Catanzaro.

Dopo i saluti istituzionali da parte del sindaco di Chiaravalle Domenico Donato e del Dirigente Scolastico Fabio Guarna, la manifestazione, coordinata dalla prof.ssa Rosa Candelieri, ha preso il via con alcuni lavori preparati dagli studenti in occasione della Giornata Internazionale della donna. I ragazzi poi hanno avuto modo di ascoltare la diretta testimonianza di Marisa Garofalo, che ha raccontato, tra la commozione generale, la storia della sorella Lea, vittima della ndrangheta.

Lea certamente rappresenta per tutti un esempio di donna, ma anche un modello di cittadina, e il messaggio è arrivato forte e chiaro nei cuori degli studenti, che hanno ascoltato le parole di Marisa in religioso silenzio e con sincero trasporto.

L’incontro è proseguito poi con l’intervento della prof.ssa Donatella Paolino, che ha indotto i ragazzi a riflettere su quanto ancora sia difficile, per una donna, affermarsi nel mondo del lavoro. A tal proposito, la docente ha portato l’esempio di Betty, una ricercatrice ugandese che qualche tempo fa l’ha contattata per la realizzazione di una crema solare specifica per gli africani albini: gli allievi sono quindi stati trasportati in una cultura completamente nuova, dove le donne fanno davvero fatica ad inserirsi in un contesto lavorativo, in particolare le donne albine o che hanno figli albini, abbandonate dai mariti perché si ritiene che questi siano figli del diavolo.

Betty ha avuto la possibilità di lavorare stabilmente negli Stati Uniti, ma non ha accettato: vuole vivere e lavorare nel suo paese per dare il suo contributo al suo popolo e in particolare a chi ha più bisogno.