Dissesto del territorio, governi inutili e prescrizione


Non nomino nemmeno i governicchi della Prima repubblica, e passo direttamente a quelli della Seconda. Per gli smemorati, essi sono:

Berlusconi I;
Dini;
Prodi I;
D’Alema I e II;
Amato;
Berlusconi II;
Prodi II;
Berlusconi III e IV;
Monti;
Letta;
Renzi;
Gentiloni.

Nessuno di questi illustrissimi signori ha fatto niente di niente per il territorio, e per prevenire il dissesto idrogeologico, o, più semplicemente, per pulire fiumi, torrenti, fossi e fogne. Tutti costoro sono moralmente e politicamente responsabili dei recenti morti, e del disastro che abbiamo sotto gli occhi.
A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), sono stati i presidenti di Giunta della Calabria. Nessuno di questi illustrissimi signori ha fatto niente di niente per il territorio, e per prevenire il dissesto idrogeologico, o, più semplicemente, per pulire fiumi, torrenti, fossi e fogne. Tutti costoro sono moralmente e politicamente responsabili dei recenti morti, e del disastro che abbiamo sotto gli occhi.

Aggiungete i sindaci di tutta Italia, e i vari ufficiali di polizia e funzionari degli enti.

I motivi sono evidenti:

1. Incapacità generica di tutti i suddetti e loro amici;
2. Protezione di abusivi e irregolari;
3. Interesse oggettivo e soggettivo ai disastri: la normalità non rende né in termini elettorali né in soldi; e quella che per qualcuno è sventura (“emergenza”), per molti sciacalli è guadagno!

Conte assicura un miliardo per i necessari lavori. È urgente ripulire il territorio, intanto dai detriti e dalle immondizie; e, più difficile, dall’abusivismo. La villetta siciliana era abusiva e “demolita” con un foglio di carta del 2008; e intanto è lì, e abbiamo contato i morti.
E mi piacerebbe vedere gente a spalare, tanti cocchi di mamma, e anche quei cortesi ospiti stranieri che campano di comode elemosine davanti ai supermercati di Soverato: pale e picconi, se vogliono mangiare!

Tocchiamo ora un argomento che solo in apparenza è diverso: la prescrizione. Se io costruisco abusivamente, commetto un reato; prima o poi qualcuno mi denunzia; io mi trovo un avvocato bravo, e, tra un giochino e l’altro, i reati finiscono prescritti. Per gli aspetti civili e amministrativi, prima o poi arriva un condono.
La prescrizione, che è un istituto giuridico antichissimo e logico, è divenuta un espediente, nemmeno tanto occulto e tanto furbo, per evitare la condanna. Esempio: all’Università di Catanzaro beccano tanti studentelli che invece di studiare hanno… beh, avrebbero comprato gli esami. Sono innocenti o colpevoli? Non si sa e non si saprà mai, perché è scattata, per 155 (e dico centocinquantacinque!), la prescrizione. Se ora io li chiamassi, ma non li chiamo, mascalzoni, mi potrebbero querelare, e finirei in galera io al posto loro. Intanto ci sono in giro 155 prescritti che magari ruberanno il lavoro a qualche pollo disposto a studiare davvero!

Ecco perché tanti uffici sono pieni di passacarte analfabeti!
Ogni tanto si legge che un mafiosone esce di gattabuia perché un giudice non ha depositato la sentenza. Capita, no? Sì, ma non mi è capitato di leggere che il Consiglio Superiore della Magistratura abbia mai assunto qualche provvedimento. Ne fossi io il presidente, sarebbe già da un pezzo ai lavori forzati con palla al piede, il giudice in parola!
Insomma, amici avvocati che difendete la prescrizione, l’opinione pubblica ne ha le tasche piene. Voi avete i vostri motivi, ma la gente, me incluso, non vuole più saperne di delinquenti a spasso perché un processo dura all’infinito. E molto peggio, come tutti sanno, accade nel civile. Ma i giudici si sono ribellati a tutt’uomo, pochi mesi fa, quando qualcuno voleva diminuire loro le ferie!

Bisogna riformare la giustizia, ovvio. Ma avete visto in giro qualche Alfredo Rocco? Io no: io vedo tanti avvocati che, secondo me, non hanno mai studiato filosofia del diritto, anzi filosofia in genere.
Torniamo dunque agli abusivi. Se la villetta della morte era abusiva, chi è che ha allacciato l’energia elettrica e altre utenze? Arrestiamo il colpevole, o è prescritto e se la gode?

Ulderico Nisticò


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