Giglio, Guerriero e Mercurio: Inchiesta “Catanzaropoli”, desolante quadro etico

catanzaro2Ciò che sta emergendo oggi sui siti internet, e domani sarà sulle prime pagine dei giornali regionali e nelle cronache nazionali, appartiene prevalentemente alla sfera giudiziaria, su cui si eserciteranno le opposte ragioni nelle sedi opportune; non possiamo, tuttavia, fare a meno di rimarcare come il nuovo step dell’inchiesta chiamata “Catanzaropoli” ponga questioni di ordine etico e morale, e dimensioni politiche, sulle quali non ci si può esimere dall’intervenire.

Molte delle vicende esposte nella comunicazione di fine indagine ai 26 indagati, ai quali auguriamo dal punto di vista umano di potere dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati, aggiungono solo concretezza narrativa a quanto già, dal punto di vista politico e non, abbiamo pubblicamente e ripetutamente portato all’attenzione del Consiglio comunale e dell’opinione pubblica nel corso di questi anni di opposizione del centrosinistra in Consiglio comunale dura, costante, intransigente, e purtroppo troppo spesso isolata. Le questioni ripetutamente poste al Sindaco, che il più delle volte ha scelto la via della non risposta, riguardo un sistema di gestione della amministrazione in cui sono assenti principi di buona amministrazione e principi di carattere etico, venivano affrontati nella fattispecie amministrativa e politica, andandosi a scontrare con i muri di indifferenza di cui questa Città è fin troppo piena. Da anni ripetiamo che l’improvvisazione, l’incompetenza e la faciloneria possono essere cattive consigliere se non supportate da un’idea chiara sulle procedure amministrative e sulla loro coerente traduzione nei fatti. Lo stato gravissimo di malessere che la Città vive non è altro che il frutto di tali deprecabili atteggiamenti, e di una gestione il cui spessore etico è sempre più sotto i piedi.

Rimane pressante da parte nostra e, crediamo, della parte più sensibile della opposizione, la richiesta di un chiarimento di ordine politico che non può che avvenire se non nell’Aula consiliare, ridando dignità ad una Istituzione che è sempre più ferita al cuore. Appare comunque fin d’ora evidente come si ponga il problema anche morale di un governo cittadino che è nato sotto cattivi auspici e che rischia seriamente di terminare anche peggio. Per cui, realmente, anche alla luce delle concomitanti e gravi frizioni interne alla maggioranza e alla stessa compagine di giunta, che hanno gettato nella paralisi totale l’attività amministrativa da molti mesi ormai, è doveroso che il sindaco Abramo tragga le necessarie conclusioni e, nell’ammettere il fallimento di un disegno politico e amministrativo, faccia un passo indietro nel rimettere la parola alla volontà dei cittadini.

Antonio Giglio, Roberto Guerriero, Enzo Mercurio – Consiglieri comunali Gruppo PSI-PSE

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