Gli studenti del Biotecnologico di Chiaravalle all’Università di Catanzaro


“C’è in gioco la vita” il titolo del loro videogioco scientifico presentato in ateneo. La soddisfazione del preside Fabio Guarna: “Il progetto realizza in pieno gli obiettivi della scuola” 

La prima esperienza in università per la classe 4B dell’indirizzo Biotecnologie Sanitarie dell’Istituto “Ferrari” di Chiaravalle: a conclusione del progetto “Super Science Me – Notte dei Ricercatori”, gli studenti, assieme ad altre scuole del catanzarese, hanno infatti preso parte alla case conference che si è tenuta nell’Auditorium dell’Università della Magna Graecia, alla presenza dei coordinatori del progetto, il prof. Daniele Torella e la prof.ssa Donatella Paolino, e dello stesso Rettore della “Magna Graecia”, il prof. Giambattista De Sarro.

Il progetto ha preso avvio lo scorso 2 marzo. In quell’occasione, il dott. Enrico Iaccino ha tenuto a scuola la lezione “Approcci non invasivi per il monitoraggio della progressione tumorale”. La lezione, relativa alla Missione europea di ricerca e innovazione sul Cancro, è stata svolta non solo con competenza e capacità divulgativa, ma anche con grandi capacità empatiche.

Come afferma infatti la studentessa Ilaria Rauti “il dottor Iaccino ci ha permesso di vedere il cancro da una prospettiva ottimistica, come una sfida che grazie alla ricerca si può combattere e vincere. Nei giorni successivi, dal brainstorming con la nostra prof di chimica Aurora Calabretta, è nata l’idea di sviluppare un videogioco con Scratch che ci permettesse di fare divulgazione scientifica tra i nostri coetanei, per far capire loro, in modo anche ludico, quanto importante sia la ricerca, proprio come il dottor Iaccino lo ha fatto capire a noi!”.

Nei due mesi seguenti, quindi, i ragazzi hanno lavorato con entusiasmo ed umiltà, serietà e spirito di collaborazione per capire come rendere in modo semplice i concetti appresi e come programmare il gioco. A sostenerli e guidarli, con altrettanto entusiasmo, oltre al dott. Iaccino e alla prof.ssa Calabretta, anche il prof. Nicola Buccheri, docente di informatica, con il quale alcuni studenti della classe avevano frequentato il corso pomeridiano “CompuMind”, imparando le basi del linguaggio di programmazione di Scratch. Il risultato del duro ma allo stesso tempo divertente lavoro è un videogioco dal titolo “C’è in gioco la vita, sostieni la Ricerca!”, in cui un dottore e una scienziata collaborano assieme su due linee di ricerca: effettuare biopsie liquide per monitorare la crescita delle cellule tumorali eventualmente rimaste dormienti dopo la prima cura e trovare dei trattamenti specifici efficaci per distruggere la massa tumorale quando tali cellule tumorali dovessero ritornare attive. Argomenti difficili, ma che gli alunni hanno saputo egregiamente rendere fruibili. Nel videogioco, disegni, testi e voci sono originali.

Il dirigente scolastico dott. Fabio Guarna ha sottolineato come il progetto realizzi in pieno gli obiettivi della scuola, che mira a creare una completa continuità tra istruzione superiore e mondo accademico.

Anche i docenti sono molto soddisfatti del percorso fatto dai loro studenti che ieri hanno presentato con successo il videogioco durante la conferenza, dimostrandosi emozionati ma spigliati e competenti. Un momento di grande orgoglio, a conclusione del quale gli studenti hanno ringraziato i docenti per la loro dedizione e i docenti hanno elogiato gli studenti per l’impegno profuso.

La conferenza è stata anche un’occasione di confronto con altri studenti e quindi un momento di crescita importante e significativo. La commissione ha scelto di premiare tutte le classi partecipanti con una targa e una motivazione specifica. Quella del Ferrari recita “Per creatività, impegno e dedizione”. Un inizio universitario col botto, quindi.