I difensori della “famiglia naturale” scendono in piazza contro la legge Cirinnà

manifestocg“Le sentinelle in piedi di Lamezia” scendono in piazza contro la legge Cirinnà. Domenica 27 settembre, i difensori della famiglia tradizionale si daranno appuntamento in piazzetta San Domenico, alle ore 18, per manifestare contro la proposta di legge sulle unioni civili. E nelle prossime settimane, la protesta coinvolgerà molte altre piazze italiane, da nord a sud.
Nonostante il crescente ostruzionismo in aula, il governo ha annunciato più volte l’intenzione di approvare il ddl sulle cosiddette “unioni civili” entro il 15 ottobre. La stessa senatrice Monica Cirinnà ha affermato che il testo costituisce “un passo iniziale verso lo scardinamento, che già esiste nella nostra società, della famiglia tradizionale fondata su un uomo e una donna”.
Fortemente contrario il movimento delle “Sentinelle in piedi”, secondo il quale “si tratta di un provvedimento che equipara le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio e apre alla pratica abominevole dell’utero in affitto. Questo testo – spiega in una nota- prevede che uno dei due partner dell’unione possa adottare il figlio biologico dell’altro, privando così il bambino dei suoi legami con chi lo ha generato. A tutto questo- si legge- abbiamo detto no più volte nelle piazze, siamo diventati testimoni nelle nostre case, sui luoghi di lavoro, incontrando, risvegliando altri cuori sopiti e generando un’amicizia laica aperta a ogni persona che voglia seguire la voce della coscienza e non soccombere a questo programma ideologico contro l’uomo. Questo contagio di amicizia ha contribuito alla formazione di un popolo che lo scorso 20 giugno, a Roma, in occasione della grande mobilitazione organizzata dal “Comitato difendiamo i nostri figli”, ha portato un milione di persone in piazza per difendere la famiglia e il cuore stesso dell’uomo. Mentre auspichiamo una nuova, grande, mobilitazione di popolo, non smettiamo di vegliare nelle piazze di tutta Italia, non smettiamo di resistere (…). La famiglia è troppo importante per stare a guardare mentre viene distrutta”.
Sulla stessa linea è la petizione lanciata in rete da CitizenGO, in collaborazione con le associazioni Age, Agesc, Giuristi per la Vita, Movimento per la Vita, Pro Vita, e Voglio la mamma(http://www.citizengo.org/it/25365-stop-immediato-alla-legge-cirinna).
Questi gruppi di opinione si sono mobilitati per chiedere al Parlamento italiano di non approvare il progetto di legge che prevede l’ equiparazione di fatto dell’unione omosessuale alla famiglia naturale fondata sul matrimonio. “L’unione omosessuale- scrivono in una nota-verrebbe sancita di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di testimoni e l’atto che ne fa fede contenuto in apposito registro. I due partner godrebbero degli stessi diritti delle coppie sposate, ad eccezione dell’adozione, ma con garanzia della stepchild adoption, la possibilità cioè di adottare eventuali figli avuti da uno dei due partner dell’unione. L’Europa, che non ci impone di legittimare i matrimoni gay- protestano- non potrebbe però avallare questo simil-matrimonio di serie B, rendendo inevitabile la sua equiparazione al matrimonio per via giudiziaria, sulla base di un principio di non discriminazione, anche per quanto riguarda le adozioni”.
“Tutto questo – si legge- mentre a distanza di 7 mesi dalla sua approvazione in legge di stabilità non si riesce ancora ad assicurare il bonus di 1000 euro previsto per le famiglie con almeno 4 figli che dispongono di un reddito inferiore agli 8.500 euro. Mentre cioè si apre a discutibili diritti, non si riesce a garantire non già giustizia fiscale per tutte le famiglie, ma neanche un assegno di povertà per le famiglie più indigenti. Il progetto di legge Cirinnà rischia pertanto di dare una definitiva spallata culturale e valoriale alla famiglia naturale, tutelata dalla Costituzione in quanto luogo dove nascono, crescono e sono educati i figli, il futuro del nostro popolo”. Per questi motivi le associazioni che si battono in difesa della famiglia tradizionale invitano gli utenti del web a firmare la petizione contro il ddl Cirinnà, al fine di “tutelare la famiglia naturale, il matrimonio e i bambini che hanno diritto ad avere una mamma e un papà”.

Antonella Mongiardo

 

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