Il Meridione: chi era costui?


 Alla data del 31 maggio, cioè a otto giorni dal voto, il Meridione è come il manzoniano Carneade: chi era costui? Non mi venite a dire che il partito X e quello Y hanno nei loro programmi… se non vi devo rispondere con mastro Bruno, morto nel 1912, “chi c**** mi cuntati Pro Calabria?”

 È che il Meridione è, nella cultura italiana e quindi nella politica, un argomento da fiumi di chiacchiere e scarsissimi fatti: i fatti importanti ve li potrei elencare con date precise, ma non voglio dare un dispiacere a Giorgia Meloni. Prima e dopo, solo interventi disorganici e confusi, con il dilagare della corruzione che per il 20% è mafia e per l’altro 80 è disonestà in giacca e cravatta e degli incensurati.

 Gli intellettuali ufficiali oscillano come il pendolo da piagnistei a utopie; entrambi atteggiamenti infondati, ma entrambi pagati benissimo: perché dovrebbero dire la verità e perdere soldi?

 Ammesso la sappiano, la verità. Esempio, l’evidente ignoranza della storia meridionale dalla protostoria a oggi. Ragazzi, per un romanzo sulla Disfida di Barletta dovette venire il piemontese Massimo d’Azeglio.

 E non parliamo di film in falso dialetto con falsissima traduzione in italiese; e luoghi sgarrupati. Eccetera. Oggi non ho tempo di dilungarmi: devo correre a mostrare a degli scolari il borgo e il Gagini, visto che non se ne cura chi dovrebbe… e stiamo sempre aspettando i soldi di Spirlì: ahahahahahahah!

 Riassunto: niente Meridione, in questa campagna elettorale. Quanto ai pochi superstiti meridionalisti pinoaprilati, non sono stati capaci di mettere assieme una lista di dieci persone e raccogliere qualche migliaio di firme. Però scrivono che vogliono la secessione…

Ulderico Nisticò