Il Primo Maggio delle vecchie speranze e nuove promesse in città


I nuovi obiettivi di questa amministrazione comunale continuano a imperversare dritte verso una meta ancora troppo poco identificabile, tra giovani costretti a trovare sistemazione in altre città italiane e persino all’ estero e famiglie in bilico data la crisi espansiva a danno dei più fragili.

Ci si aspettava dal Sindaco un apertura più “umana” ai reali problemi della città di Catanzaro, verso i cittadini esasperati dai suoi stessi silenzi fin troppo “muti” e sordi ogni volta che gli viene chiesta la “considerazione” sui temi che più affliggono il capoluogo di regione.
Apprendiamo di giorno in giorno che emergono iniziative distanti dalle soluzioni, quasi a voler distrarre il popolo da ciò che peggiora fortemente e, forse, non si placa neanche con la mania di propaganda osata senza cautela, anzi, il maneggio di questa “politica” locale illude la nazione che ci si trovi nella solita ridondanza “capitale”.

Largo ai giovani e anche meno, a chiunque dimostri da tempo, che il protagonismo valga più del solito “umorismo” in maschera, non servono eroi ma coraggiosi servitori della patria!

Il mio messaggio odierno continua a focalizzare l’ attenzione per quelle fratture aperte e scaturite dall’ impossibile confronto attivo per gli sviluppi pratici contro quelli “solitamente” teorici, strausati da questa attuale giunta comunale, che emana l’ autocelebrativa sorte di chi non riesce a governare.

Fin troppe segnalazioni concorrono a dimostrare il “comune” disinteresse scaricato l’ un l’ altro senza il valido fine più volte auspicato e sperato, tutto permane immobile e intollerabile la prosecuzione “scolastica” di un Sindaco volto solo al proprio (in)successo.

Esprimo il mio appello solidale a tutti coloro che subiscono la scomoda verità, purtroppo brucia solo sulla pelle di chi si affida ai social pur credendo in qualche risultato.
Il primo maggio sia il giorno di tutti e non di coloro solamente esposti alla fortuna, faccia sbocciare le coscienze con umile oltranza e “popolare” altruismo.

John Nisticò