Interrogativi inquietanti sull’origine del rogo mortale a Catanzaro

Dopo i funerali dei tre fratelli, Saverio (autistico), Mattia Carlo e Aldo Pio rispettivamente di 22, 12 e 15 anni, morti nell’incendio del 22 ottobre scorso divampato nella loro casa popolare nel quartiere Pistoia alla periferia di Catanzaro, restano ancora tanti inquietanti interrogativi circa l’origine del rogo.

Indagano a trecentosessanta grado, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Francesco Bordonali, titolare del fascicolo di indagine aperto contro ignoti per disastro e omicidio colposo, i reparti speciali dei carabinieri del Ris a cui ora si affiancano le Sis per la ricerca e repertamento sul luogo del disastro di sostanze stupefacenti.

Nell’abitazione in Via Caduti 16 marzo, pare che il rogo abbia avuto origine nel soggiorno dove vi erano accatastati diversi cartoni e non si comprende il motivo. Non solo ma nei giorni scorsi, in casa Corosoniti, erano state trovate diverse mazzette di soldi per migliaia di euro in un mobile e altre banconote bruciate.

La richiesta alla Procura per indagini più approfondite era partita nei giorni scorsi anche dal legale della famiglia di Rita Mazzei, Francesco Gigliotti, (papà Corosoniti è rappresentato da Valentina Macrì), per la ricerca sul luogo del rogo di eventuali tracce di sostanze organiche sulle pareti e sul pavimento con il luminol, e la ricerca della chiavi della porta blindata, chiusa a chiave con diverse mandate e con chiavistello e di alcune porte interne.

Si chiedeva anche di trovare ed esaminare i cellulari di tutti i familiari e i tabulati delle chiamate effettuate prima e dopo il rogo. Finora i cellulari non sono stati trovati così come le chiavi. E si ipotizzano scenari inquietanti circa la possibile origine del rogo, iniziato in soggiorno e propagato velocemente in tutta la casa.

Anche se i tre fratelli sono morti per asfissia e non ustionati dal fuoco come ha rilevato l’esame autoptico sui cadaveri eseguito dal medico legale nominato dalla Procura, Giulio Di Mizio del Policlinico universitario di Germaneto.

Intanto mgliorano le condizioni di papà Vitaliano Corosoniti, 42 anni ambulante e del piccolo Antonello 14 anni, rimasti intossicati nell’incendio e ricoverati all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Gli inquirenti ora attendono di interrogarli per fare chiarezza sull’accaduto.

Lieve miglioramento delle condizioni della mamma dei ragazzi, Rita Mazzei, 41 anni casalinga, ricoverata al Centro grandi ustionati di Bari e dell’altra figlia Zaira Mara, 10 anni ricoverata al Santobono di Napoli, alla quale la mamma ha fatto scudo con il suo corpo per difenderla dalle fiamme.

Purtroppo entrambe hanno riportato ustioni su oltre il quaranta per cento del corpo. In merito alla denuncia fatta ai mass media dalla nonna paterna dei ragazzi, Maria Spina circa il ritardo dei soccorsi, il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Catanzaro ha replicato che sono stati tempestivi: prova ne sono i tabulati della telefonata di soccorso arrivata all’1,08 evasa all’1,11. I pompieri sono giunti a Pistoia all’1,19 per domare quell’inferno di fuoco.

Amalia Feroleto