Intervista di Maurizio d’Ottavio a Mimmo Lanciano sullo spopolamento per Primo Piano Molise

Caro Tito, Maurizio d’Ottavio è un giovane giornalista professionista di Agnone del Molise, la cittadina montana (in provincia di Isernia) conosciuta come “paese delle campane” dove sono residente. E’ il direttore responsabile ed il curatore del sito web www.ecoaltomolise.net, direttore editoriale del mensile cartaceo “L’Eco dell’Alto Molise” e titolare della intera pagina 15 (Agnone – Alto Molise) del quotidiano “Primo Piano Molise” di Campobasso.

1- MAURIZIO D’OTTAVIO BALUARDO DELL’ALTO MOLISE

2-tesserino-giornalista-maurizio-dottavioA fronte di altri giornalisti, presenti in precedenza a presidio del territorio, Maurizio ormai è l’unico agnonese che garantisce l’emanazione di notizie dall’Alto Molise e dall’Alto Vastese abruzzese (spesso in collaborazione con il collega ed amico Francesco Bottone residente in un paese del confinante Abruzzo). Lo spopolamento di queste montagne colpisce pesantemente, come si vede, pure l’informazione. E , in pratica, senza informazione, un luogo non esiste!

Maurizio, in tutti questi anni di grande sofferenza per questa estesa area disagiata, si è speso con tutte le sue forze per difendere tale comprensorio (ex Comunità Montana Alto Molise). Il 14 ottobre 2010 sul web www.altomolise.net ha intitolato “Agnone un paese in vendita” per raccontare la protesta dei commercianti e della gente. Ne riporto foto e testo come Seconda Lettura Parallela.

4-esino-lario-lc-paese-in-vendita-5-aprile-2019Come vedi, caro Tito, la dizione “paese in vendita” usata per Badolato il 7 ottobre 1986 è, purtroppo, adottata da altre zone, non ultimo nel Comune di Esino Lario (in provincia di Lecco, nelle Prea-Alpi lombarde.

Ma, adesso, lasciamo la parola all’intervista di Maurizio d’Ottavio, pubblicata sull’intera pagina 15 (con alcune foto VENDESI su portoni e finestre che qui non riporto) del quotidiano “Primo Piano Molise” (uno dei due di questa piccola regione dell’Italia centrale) di martedì 30 aprile 2019, paradossalmente la vigilia del “Primo Maggio – Festa del Lavoro” mentre per me, fin dalla prima edizione del 30 aprile 1989, questo è il trentesimo giorno (1989-2019) dell’Anti-Festa del Lavoro per rappresentare il dolore di chi non ha, senza un’utile ruolo sociale ed occupazione reddituale, nemmeno un minimo di dignità. Questa è l’Italia che ognuno celebra come meglio crede!!!

2- L’INTERVISTA

Spopolamento e abitazioni abbandonate

L’idea per salvare il paese è metterlo in vendita

Intervista a Mimmo Lanciano che anni fa lanciò la proposta: “Resta attuale, ma serve fare rete ed entrare nelle istituzioni”

7-agnone-paese-in-vendita-14-ottobre-2010AGNONE. Cosa hanno in comune oltre le stesse iniziali e regione di appartenenza (la Calabria), Mimmo Lucano e Mimmo Lanciano? Sicuramente le battaglie intraprese a salvaguardia dei piccoli borghi e del loro ripopolamento. Il primo balzato alle cronache nazionali per il caso migranti nel comune di Riace, il secondo, trapiantato in Alto Molise, per aver lanciato anni fa la provocatoria idea “Agnone città in vendita per non morire”. Un tema, quello del patrimonio immobiliare abbandonato, di forte attualità e che al tempo stesso sta attirando l’attenzione di acquirenti stranieri come dimostra l’analisi del box accanto. A Mimmo Lanciano, ex dipendete dell’Asl numero 1 di Agnone, nonché giornalista, PrimopianoMolise ha posto qualche domanda.

Lanciano, da dove partorisce l’idea?

Alla base di questa idea c’è prima di tutto il tentativo di arginare quell’enorme spopolamento che stanno ancora subendo i nostri paesi a causa dell’emigrazione verso l’estero e altre città italiane. Agnone, in particolare, ha perso il 70% dei suoi abitanti negli ultimi 150 anni, svuotando la cittadina e le sue contrade. La situazione del nostro Alto Molise è la medesima della dorsale appenninica ed alpina e in tante altre nazioni euro-mediterranee. Tutto questo esodo, oltre alle immense sofferenze umane, ha prodotto case e masserie abbandonate, terreni incolti e tanti oggetti dimenticati ma ancora degni d’attenzione. Nel 1986, studiando lo spopolamento specialmente del mio paese natìo, Badolato in Calabria, ho posto, attraverso i grandi mezzi di comunicazione, un importante interrogativo sociale: che fare? Che fare di tutto questo enorme patrimonio immobiliare inutilizzato che toglie risorse alle famiglie e al territorio?

Ecco, appunto, che fare?…

6-agnone-paese-in-vendita-14-ottobre-2010Ad esempio, cosa fa una persona o una famiglia che si ritrova un’automobile dismessa ma ancora utile intervenendo con alcuni accorgimenti?… Penserà di venderla oppure di regalarla, di rottamarla per acquistarne un’altra, ma potrà persino tenerla per trasformarla in pollaio o ripostiglio da giardino. Quindi, il buon senso dice che una tale persona o famiglia (la quale si ritrova una casa, una masseria, un terreno ed oggetti vari ancora utilizzabili da altri) farà di tutto per ricavare il massimo possibile dalla vendita o dalla cessione del patrimonio dismesso. Come? … Di solito fa circolare la voce della vendita. E più la voce circola e più ha probabilità di attrarre persone interessate all’acquisto.

Quindi…

Quindi, trattandosi di un patrimonio assai esteso (cioè un intero paese svuotato quasi del tutto), ho pensato di lanciare un S.O.S. denominato giornalisticamente “Badolato paese in vendita”. Ovviamente un paese non può essere venduto ed è sufficientemente chiaro che viene messo in vendita soltanto ciò che nel paese è ormai inutilizzato. L’espressione “paese in vendita” è unicamente un espediente, un modo originale e provocatorio per attrarre attenzione mediatica sul problema che si intende risolvere. Nulla di più. Fatto sta che questo S.O.S. ha funzionato e adesso, da quel 1986, il mio paese non solo si è rivitalizzato (beneficiando pure i comuni della sua interzona) ma ha innescato un effetto emulativo di “paesi in vendita” sia in Italia che all’estero.

Il “modello Badolato” può valere anche per Agnone?

5-agnone-paese-in-vendita-14-ottobre-2010Certamente sì, purché si confezioni un S.O.S. su misura, cosa che ho cercato di fare nel marzo 2014 lanciando l’appello “Agnone, città d’arte, è in vendita per non morire” … appello accolto dall’Associazione della Stampa estera presente a Roma, la stessa che mi ha aiutato assai a salvare il mio paese dalla morte urbanistica e demografica. Tanto è che un drappello di giornalisti (guidati dai due vice-presidenti e dal segretario dell’Associazione) è venuto in Agnone per vedere di persona come è la situazione altomolisana.

Cosa ha prodotto la visita della Stampa estera?

I giornalisti intervenuti si sono immediatamente e talmente innamorati dell’Alto Molise che hanno proposto di realizzare qui, proprio in Agnone, una “Casa della Stampa” dove far ruotare per vacanza, per lavoro o per un semplice week-end tutti o gran parte dei 500 soci (provenienti da ben 50 paesi del mondo) e loro altri colleghi ed amici con le proprie famiglie. Un’idea straordinaria ed unica per la quale Agnone tutta avrebbe dovuto mobilitarsi (cittadini, Amministrazione comunale ed altre istituzioni) non soltanto per realizzarla al più presto ma anche per utilizzarla al massimo possibile, dal momento che avere (seppure a turno) 500 giornalisti internazionali che possano illustrare Agnone nel mondo sarebbe un sogno che altre città avrebbero pagato a peso d’oro (visto e considerato come alcune località non sanno cosa inventarsi, pure costosamente, pur di avere dalla loro parte giornali, radio, televisioni, internet, personaggi, ecc.).

E invece?

Invece gli amministratori locali non hanno saputo cogliere la grande opportunità che a mio avviso può essere ancora valida e rilanciata.

Cosa ha prodotto finora la Stampa estera?

Che io sappia, finora, ci sono stati interessanti articoli pubblicati entrambi su internet e in cartaceo: uno di Philip Willan su “The Italian Insider” nota rivista inglese e l’altro di Eliana Loza su “El Universal” il maggior quotidiano venezuelano di Caracas; inoltre ci sono stati servizi televisivi di Rifaat El Nagar trasmessi dall’emittente “Al Arabiya” che vanta circa 250 milioni di spettatori al giorno. Grazie a questi servizi TV l’Università di Tunisi ha espresso il desiderio di realizzare in Agnone una “Summer School” in collaborazione con il gruppo di studio guidato dal campobassano Francesco Pisapia, docente all’Università Roma Tre. Tuttavia la verità è che c’è stato un disincanto, come di un amore non corrisposto. Per riparare a ciò sarà necessaria parecchia abilità istituzionale e grande affabilità culturale (cosa che viene invocata pure da parecchie personalità anche a livello regionale che hanno ben capito l’importanza della Stampa estera in Alto Molise).

In pratica, come può fare un potenziale acquirente a comprare un immobile ad Agnone?

Come sta avvenendo a Badolato fin dal 1986 e come avviene solitamente in ogni parte del mondo. Il potenziale acquirente viene in Agnone, gira in città e per contrade, sceglie la zona o il paesaggio che gli piace di più, chiede se lì c’è in vendita qualche immobile. Se c’è, cerca il proprietario e si avvia la trattativa privata, altrimenti cerca altre possibilità. Ovviamente, se c’è di mezzo un’agenzia immobiliare, l’acquirente deve trattare con questa. Ma ci sarebbero tante altre cose da dire, per cui chi intende saperne di più può contattarmi tramite mail al seguente indirizzo: mimmolanciano@gmail.com.

Non ci sarebbe bisogno di rappresentanti istituzionali che possano sposare il progetto?

Con altri amici è quanto stiamo cercando di fare. Ovvero creare un’associazione tra tutti i 5500 paesi spopolati italiani (sono ben 15mila in Europa) e tentare di entrare nelle istituzioni (Regioni, Parlamento italiano ed europeo) affinché quella che potrebbe sembrare una proposta folcloristica, diventi qualcosa di reale in modo tale da salvare un patrimonio storico, culturale, architettonico, umano e di tradizioni che rischia di estinguendosi senza che nessuno intervenga.

3 – LA CONSIDERAZIONE GENERALE (dopo l’intervista)

3-agnone-un-paese-in-vendita-14-ottobre-2010Alto Molise attratto dagli stranieri, ma si fa troppo poco per pubblicizzare il territorio

E’ quanto sostiene il report di Gate-Away, uno dei maggiori network di annunci immobiliari in Europa. Le agenzie private: “Istituzioni e amministratori non sembrano cogliere la grande opportunità”

Nel primo semestre del 2018 il mercato immobiliare, rispetto lo stesso periodo del 2017, il Molise ha registrato, in termini di richieste, un incremento pari al 18,9%, mentre per l’intero anno 2018 l’incremento ha toccato il 25,4%. Un risultato sorprendente che porta il Molise ad occupare la quattordicesima posizione tra le regioni d’Italia in termini di domanda dall’estero. Prime in classifica tra le regioni con più istanze sono Toscana, regina indiscussa da anni. La Puglia supera la Lombardia (che scende al terzo posto) e diventa seconda. Poi ci sono la Liguria e l’Abruzzo, che balza al 5° posto (era al 7° nel 2017) registrando un +28.14%. A seguire la Sardegna, la Sicilia, il Piemonte, l’Umbria e una sorprendente Calabria che con un +45.23% per la prima volta entra nella classifica delle prime 10 regioni. Il compratore tipo ha un’età compresa tra i 55 e i 64 anni, un elevato titolo di studio e cerca mediamente proprietà indipendenti e pronte per essere abitate. Se la prima nazione nel 2017 è stata la Germania, il 2018 ha visto un aumento consistente di istanze provenienti dagli Stati Uniti (+30.51%), che sale al primo posto, e del Regno Unito, che con una crescita del 18.26%,si guadagna la seconda posizione. Scende, invece, al terzo posto la Germania, poi abbiamo l’Italia (richieste di utenti stranieri mentre sono in Italia), la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Svezia, la Svizzera e il Canada. E’ quanto sostiene il portale di annunci immobiliari all’estero, Gate-Away che ha redatto un apposito report. “Restiamo dell’idea che il Molise viene ancora poco pubblicizzato all’estero – sostiene un operatore immobiliare dell’Alto Molise -. Infatti non esiste un vero canale istituzionale che consenta di far conoscere il nostro territorio a possibili acquirenti stranieri, mentre ci si affida all’iniziativa dei privati che fanno quello che possono – aggiunge – . Basterebbe saper copiare i modelli di altre regioni dello Stivale, ma questo concetto in Molise, spesso e volentieri proposto ai nostri politici e amministratori, sembra non rientrare nell’ottica di una strategia, la quale porterebbe sicuramente enormi benefici socio – economici a tutti”.

Maurizio d’Ottavio

4- AGNONE UN PAESE IN VENDITA, LA PROVOCAZIONE DEI COMMERCIANTI

Saracinesche abbassate durante la fiaccolata e un cartello emblematico

Pubblicato il: 14/10/2010 ore 00:00 | di Maurizio d’Ottavio | Categoria: Attualità

http://www.altomolise.net/notizie/attualita/689/agnone-un-paese-in-vendita-la-provocazione-dei-commercianti

1-cartello-vendesiAGNONE – Decine e decine di saracinesche abbassate, luci spente e un cartello con la scritta: “Questa attivita’ si vende”. Cosi’ la stragrande maggioranza dei commercianti del posto ha risposto all’appello della curia vescovile di Trivento contro i tagli alla Sanita’, ai Trasporti, all’Istruzione e al Welfare nelle zone interne del Molise. “La chiusura dell’ospedale – si legge in un volantino – e’ solo l’ultimo atto di una serie di penalizzazioni per i comuni montani del Molise”. Il locale nosocomio, secondo il piano di rientro varato dalla regione Molise, diventera’ una residenza sanitaria assistita con annesso poliambulatorio, il territorio perdera’ oltre 150 posti di lavoro. Tagli che sommati a quelli degli altri comparti, accelereranno la desertificazione delle aree interne. Uno studio del centro ricerche sociali della Chiesa, infatti, ha previsto il completo spopolamento della montagna molisana entro il 2040. La Curia, ha chiamato a raccolta la popolazione, per difendere “i diritti costituzionali e di cittadinanza”. “I commercianti sono una categoria che in questi anni soffre la propria condizione – scrive il responsabile della Confcommercio di Agnone, Franco Di Nucci – si aggiungono in questi ultimi tempio anche le ormai nefaste razionalizzazioni che nella nostra area porteranno al definitivo colasso. In queste condizioni – sottolinea la locale associazione dei commercianti – non ci resta che mettere il paese in vendita ed emigrare. IL mondo politico – il monito lanciato da Di Nucci – sappia riflettere ed agire per queste realtà così estreme: la ragione – prosegue non può essere la necessità livellante che lascia ceneri e rovine nei posti più deboli e negli ambienti più emarginati dallo sviluppo. Si evitino piuttosto – conclude Di Nucci – i veri, reali scandalosi sprechi e ci si impegni a lasciare intatta la dignità di vita dei meno fortunati abitanti di questi nostri centri montani”.

Maurizio d’Ottavio

5- SALUTISSIMI

Caro Tito, spero che queste nostre riflessioni, riproposte con il lavoro di Maurizio d’Ottavio, siano utili per far convincere gli abitanti delle campagne e dei borghi spopolati di come e quanto sia necessario ed urgente unirsi in un partito o in un movimento o in comitati (uno per ogni realtà) da associare poi in un’unica voce nazionale ed europea per cercare di emergere da questi tremendi disagi che nessun partito nazionale ha intenzione di risolvere (anzi, più passano gli anni e più si acuiscono con le conseguenze che tutti soffriamo sulla nostra pelle, persino con la perdita della vita per mancanza di sanità o per infrastrutture carenti).

Sicuramente torneremo su questo discorso che può diventare la nostra principale “lotta permanente”! Viva i nostri borghi, viva le nostre contrade, viva le nostre periferie, viva i nostri “genius loci” traditi dalla politica e dalla globalizzazione! Alla prossima Lettera n. 246. Cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

 

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