La gestione del paziente a rischio di fratture: un Corso alla UMG per lanciare un allarme

Che l’Italia sia un paese “maturo”, in senso anagrafico, è un dato assai noto e da molto tempo si discute sugli effetti che questo fenomeno sta producendo in ambito economico, sociale e medico. Una delle condizioni cliniche che più impattano sulla salute degli anziani, specie se di genere femminile, è la frattura da osteoporosi. Sotto il profilo medico, è ormai accertato che essa aumenti spaventosamente il rischio di disabilità e mortalità. Inoltre, si è giunti a quantificare in circa 10 miliardi di euro la spesa annua sostenuta dal SSN per le fratture (600 mila nel 2017) imputabili alla patologia osteoporotica.

Di questo si parlerà al Corso teorico-pratico organizzato dalla professoressa Tiziana Montalcini presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, il 5 aprile pv. “Nonostante gli esperti abbiamo lanciato un allarme a livello mondiale circa il continuo incremento delle fratture osteoporotiche, solo il 20% dei malati è in trattamento farmacologico e, di questi, molti interrompono le cure”, spiega la professoressa. “I motivi sono diversi, tra i quali il timore, da parte dei pazienti e talvolta dei medici, di incorrere in eventi avversi. Infatti, come con tutti i farmaci, sono sempre possibili reazioni avverse, ma è inspiegabile perché questo fenomeno riguardi in maniera insistente proprio questo ambito della medicina dove, come pochi altri, i farmaci sono stati testati prevalentemente nelle donne.

E’ infatti noto che la maggior parte dei farmaci assunti dalle donne è spesso sperimentata solo nel sesso maschile”, continua la responsabile scientifica dell’evento, la cui attività clinica e di ricerca è incentrata prevalentemente sulla salute delle donne in menopausa. Il corso sarà l’occasione per chiarire i reali rischi legati alle terapie dell’osteoporosi, che sono fortemente legati al corretto inquadramento diagnostico. “La riduzione della densità di massa ossea alla MOC non fa porre automaticamente diagnosi di osteoporosi e prima di prescrivere un farmaco anti-fratturativo è necessario studiare il metabolismo dell’osso ed escludere le tante malattie che mimano l’osteoporosi”, conclude la professoressa.

Il professore Arturo Pujia, Direttore dell’Unità di Nutrizione Clinica dove si effettuano le MOC con apparecchiatura Dexa in regime di sanità pubblica, noto internista, inizierà il corso con una relazione sulle cause dell’osteoporosi, mentre il professore Maurizio Iocco, Ordinario di Fisiatria, spiegherà come ridurre il rischio di caduta negli anziani. Ospite d’eccezione sarà il professore Sandro Giannini dell’Università di Padova, uno dei massimi esperti Europei di osteoporosi, con il quale da anni collabora l’Unità di Nutrizione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. L’auspicio è che, durante il corso, si apra un proficuo dibattito con i colleghi interessati al tema. Il corso, gratuito e numero chiuso, è aperto ai MMG, oncologi, fisiatri, internisti, gastroenterologi, endocrinologi, ortopedici e geriatri, e fornirà 6 crediti ECM.

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