Della pace ad Hormuz abbiamo parlato; di fronte all’anticipo di stanotte 18, osservo solo che più d’uno c’è rimasto male, trovandosi costretto ad accettare, anzi subire la realtà. Peggio per lui.
La maturità di quest’anno, targata Valditara, prevede quattro materie. È già un importante passo avanti rispetto alle famigerate due materie: una scelta dal candidato e l’altra… pure.
Un passo non avanti ma indietro. Nel lontanissimo luglio 1968, ultimo dei tempi che furono, gli scritti al Classico erano quattro (italiano, versione in latino, versione dal latino, versione dal greco) dall’1 al 4 luglio, e le materie dieci, così suddivise, per me: giorno 9, gruppo scienze (storia, filosofia, matematica, fisica, scienze); giorno 19, gruppo lettere (italiano, latino, greco, arte)… ah, e indimenticabile, l’11 prova di educazione fisica, con per me inedita salita sulla pertica.
Nozionismo come se piovesse. Ogni materia, un voto numerico: per chi ne fosse curioso, ottenni la media di 8,1, e mi misero sui giornali. Oggi se un fanciullo piglia 81, la mamma fa subito ricorso al TAR, e l’81 diventa 810. Come passa il tempo!
Concessomi questo breve momento di nostalgia e superbia, auguri ai ragazzi che oggi svolgono il tema. Sono curioso di leggere le tracce.
Ulderico Nisticò