Le strade, e chi ci cammina sopra


 Alle ore 07.40 un mascalzoncello in motoretta correva come un matto, anche allo scopo di far sentire rumore e causare inquinamento. Ciò non avveniva lungo la 106, bensì in via San Giovanni Bosco di Soverato. Andava fermato, multato e costretto a cambiare la marmitta. Ciò non è minimamente avvenuto.

 Lo stesso per quel cretino che non vedeva l’ora di sorpassare in doppia striscia continua.

 Ebbene, se è vero che le strade italiane, e quelle calabresi, sono di scarsa qualità, è vero ancora di più che gli incidenti non li causano le strade, ma gli automobilisti e motociclisti, che non sanno guidare. E già: chi sa guidare sa anche a che velocità andare, con o senza segnali e autovelox.

 Gli autovelox, quando ci sono, odorano di fare cassa, e non appaiono posti al fine di onesto controllo della velocità.

 Che poi, velocità è un modo di dire: ci sono mille modi di sbagliare o di commettere infrazioni; tra cui quelli che riguardano i pedoni e i ciclisti; e da qualche annetto anche i monopattini.

 Le strade in Calabria – lo so che qualcuno protesterà, ma peggio per lui o lei – sono troppe; e moltissime sono state tracciate per motivi elettorali e di favore a qualcuno; svincoli inclusi, come quello stramaledetto di Argusto.

 E ogni volta che si verifica un incidente, io vorrei che gli stessi giornali e tv che lo annunziano, poi c’informino della dinamica dei fatti, e dei colpevoli, e questi con nome e cognome. Ecco una cosetta che non si verifica quasi mai.

 Si dice che la Calabria enumeri la rete stradale più lunga d’Italia! Ovvio che non si può pensare alla manutenzione di infinite interpoderali e provinciali e comunali. Moltissime vanno solo abbandonate – l’erba se le mangia in un paio d’anni – e al loro posto tracciate poche e nuove strade; e dove lo richiede un’intelligente topografia.

 Con tutto questo, se anche le strade tutte della Calabria fossero a sei corsie e illuminate a giorno nel cuore della notte, ciò non autorizza a scambiarle per Monza o per Imola.

Ulderico Nisticò