Lidi e sentenze


 La sentenza del TAR del 17 aprile, nota a tutti, annulla di diritto le concessioni agli stabilimenti balneari e altri. A una prima lettura, chiudiamo baracca; ma la sentenza lascia qualche finestrella aperta, e pare ci sarà un ricorso al Consiglio di Stato. Dobbiamo sperare nei tempi chelonidi della magistratura, detto in generale, e nelle ferie dei giudici fino al 15 settembre; e che ciò “salvi” la stagione. Dobbiamo sperare, in una Perla dove ogni giorno chiude un negozio, e senza prospettiva di avvenire, e si leggono a decine cartelli AFFITTASI e VENDESI…

 Dico questo in un impeto di realismo, e dunque confidando in quello che succede in Calabria dai tempi del nonno del bisnonno del re Italo: l’arte dell’arrangiarsi e del tira a campare. Detto questo, riflettiamo sulla situazione.

– L’Europa, con la direttiva Bolkestein, impone che i lidi vadano a gara. Non è così semplice e così chiara, ed è scritta male: però il succo è che i lidi devono andare a gara; e che si può giocare ancora uno o due anni, ma poi arriva Bolkestein per tutti. Dura lex Europea, sed lex.

– Il governo italiano non ha ancora preso una posizione, segno che il problema è serio in molta parte d’Italia: ma qui stiamo parlando di Soverato.

– In mancanza di un quadro nazionale, dilaga l’anarchia: proprio ieri 23 si legge che, mentre Soverato precipita nei guai, Catanzaro rinnova serenamente le concessioni. Ecco un esempio di autonomia differenziata balneare?

– La Calabria, dove l’anarchia è regola da qualche migliaio di secoli, mostra un quadro arlecchinesco di lidi che, a parte la discutibile legittimità caso per caso, sono mucchi di vecchi ombrelloni riciclati, senza quasi mai servizi e personale: giusto un parcheggio estivo.

– Soverato, idem, con l’aggravante che molti lidi sono trattati con la consapevole intenzione di non prolungare l’attività oltre il 25 agosto, per “impegni pregressi” dei gestori: non so se è chiaro! Il famoso “prolungamento della stagione” urta frontalmente con l’interesse oggettivo di alcuni a non prolungarla affatto!

– E non parliamo dell’estetica; e dell’uso di cemento e di ogni altra sorta di materiali di varia natura e colore…

 Se dunque dobbiamo sperare che l’attività balneare sopravviva nell’estate 2024 (manca un mese e mezzo!), è urgente che Soverato decida il da farsi. Soverato tutta, non solo l’Amministrazione e i giudici; l’opinione pubblica, e non solo i direttamente interessati.

 Possiamo anche singhiozzare in lingue classiche ed estere, ma prima o poi Bolkestein arriva; tanto vale pensarci prima; e prima che arrivi una società anonima internazionale che, con tutte le carte in regola e Bolkestein dalla sua parte, partecipi alla gara e la vinca; e mandi tutti quanti a casa. Professionisti contro dilettanti: come andrebbe a finire, secondo voi?

Ulderico Nisticò