L’importanza dei quotidiani tradizionali

Riflettendo su quest’anno appena trascorso, c’è un dato che, più di tutti, mi ha fortemente colpito. Mi riferisco all’importanza dell’informazione e, in particolare, dell’informazione di qualità. Mentre sul Web imperversano fake news, blog amatoriali, titoloni scandalistici e simili, nel mio piccolo io preferisco ancora leggere i quotidiani tradizionali.

Certo, navigo anche io su Internet, come altri 5 miliardi di abitanti “connessi” del nostro pianeta. Ma accompagno questa pratica con la lettura di almeno cinque/sei giornali cartacei, ogni giorno. Non solo quelli locali, ma anche e soprattutto le testate nazionali.

Alle notizie algoritmizzate che mi vengono proposte gratuitamente (ma solo in apparenza) sulla rete, io scelgo decisamente l’approfondimento, l’analisi, la professionalità di chi ha fatto dell’informazione un lavoro, con competenza, formazione, sacrificio.

Quando sfoglio un quotidiano cartaceo, “sento” quello che c’è dietro quel prodotto. C’è una filiera di posti di lavoro che parte dall’editore e arriva, gradualmente, alle redazioni giornalistiche, ai grafici, agli stampatori, fino alle edicole. C’è una idea chiara di informazione, che mi induce a confrontarmi con i fatti e a elaborare, alla fine, un mio giudizio, con consapevolezza e libertà di pensiero. E poi io so con certezza assoluta chi scrive un determinato pezzo, vedo la sua firma, magari ne riconosco il volto in televisione.

Insomma, chi mi dà quell’informazione ci mette la faccia e la sua responsabilità deontologica nei miei confronti.

Un rapporto completamente diverso rispetto a quello che vedo sul Web, dove le notizie mi inondano in forma pressoché anonima, generate non si sa da chi o da cosa, lasciandomi in testa qualche titolo gridato, ma poca sostanza.

Il meccanismo digitale mi bombarda con tante nozioni immediate, ma non mi dà tempo per capire e discernere la verità di quella data notizia.

Con quanta velocità vediamo le “bufale” propagarsi sui social e creare danni, salvo poi sgonfiarsi nel giro di poche ore! Ma il danno è già fatto.

E allora mi chiedo: cos’è questo sistema virtuale che ormai ci circonda, nel quale siamo immersi 24 ore su 24, se non una immensa macchina di disinformazione? E la disinformazione non è, forse, il primo passo verso la distruzione della democrazia e del libero pensiero?

Johann Wolfgang Goethe ha scritto: “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”. Ecco, io continuo a scegliere la libertà, quella vera, che parte dalla mia testa e finisce con le decisioni che prendo consapevolmente nella mia vita quotidiana.

Auguro a tutti voi Buon Natale!

Giovanni Sgrò

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