Lungomare e altri lavori pedestri

 Arrivarono a Soverato, o quanto meno vennero promessi dei soldi per il Lungomare, da alcuni detto, con espressione esterofila eteromane servile pacchiana, il Waterfront.

 Sparsasi la voce, alcuni diciamo così gruppi presentarono le loro idee. Svoltasi la gara, vinse una ditta. Qualcuno, più di qualcuno, trovò da eccepire, e se ne mormorò, ma, per ragioni che mi sfuggono, nessuno presentò opposizione o ricorso o roba del genere.

 A me, che pure in un gruppo ero stato coinvolto, anche se con la calabresissima formula del “poi vediamo”, nessuno sussurrò niente o chiese cosa fare, e ci salutammo amici come prima.

 I lavori del Lungomare (non dirò Waterfront manco sotto tortura!) vennero palesemente portati avanti pedestramente, ovvero, con i piedi, come si può vedere dovunque, in particolare nelle scalinate dell’anfiteatro, per tacere dell’erba posta su sabbia non proprio della migliore qualità agricola e non ricca di quello che i padri latini chiamavano “laetamen”, e che rende un campo “laetus”.

 E ciò è tanto vero, che il Comune stesso ha preso provvedimenti, anche se tutt’altro che veloci, ed è in causa. Con i ritmi della nostra amata e venerata magistratura, la civile, poi…

 Ora lasciamo Soverato, e percorriamo la strada che tutti chiamiamo di Germaneto, e lambisce la Regione e l’Università, e consente di saltare le Forche Caudine di Catanzaro Lido. Alleluia, dite voi: ma, a parte che chi ci guida sopra si accorge subito quanto sia sconnessa e ondulatoria e sussultoria quella strada, ricordiamo le famose e ripetute cadute di Borgia e della Cittadella; o ogni giorno c’è un rattoppo, con restringimento di carreggiate; e ogni tanto rubano il rame. Insomma, altri lavori fatti con i piedi.

 Non ho notizie di inchieste, indagini, investigazioni… o sono male informato io? Vi prego, voi che ne sapete più di me, correggete la mia ignoranza.

 Che io sappia, e se non so è colpa mia, non fanno niente nessuno né magistratura né polizie varie né la Giunta regionale né la Provincia né il Comune di Catanzaro né i deputati né i senatori né i consiglieri regionali né gli uffici preposti né i giornali sempre pronti a incensare…

 Ora, siccome nei ritagli di tempo faccio lo storico, vi ricordo che i ponti degli anni 1930 stanno ritti e saldi come le rocce, bisognosi solo, ogni due decenni, di una mano d’intonaco; e per tutto il resto, ci passeranno sopra “nati natorum et qui nascentur ab illis”, ovvero i nostri propropronipoti. Quanto alla 106, è pericolosa solo perché degli idioti e criminali fanno i sorpassi in curva o guidano ubriachi: se no, lasciate lo sterzo nei rettifili, e l’auto non si sposta di un centimetro.

Ulderico Nisticò

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