Macron, la lettera e le due uova

 Non passa sabato che mezza Francia non scenda in piazza per chiedere che Macron si levi di torno; in magro compenso, il presidente vanta la sfegatata ammirazione di Fazio: meglio che niente!

 Incoraggiato da Fazio e solo lui, Macron ha scritto una lettera agli europei tutti; e qui si rende necessaria una spiegazione circa le uova: “…e du’ ova”, dicono a Lucca quando sentono sproloqui, comizi, predicozzi, belle parole, alati discorsi; come fosse la nota della spesa! Ecco, è proprio il nostro caso.

 Macron, infatti, promette che, il 26 maggio 2019, farà in un battibaleno quello che l’Europa non fece, e non si sognò mai di fare, dal lontanissimo 1957. Vuole persino un esercito comune, una polizia di frontiera… di frontiera europea, cioè difendere l’Europa, da chi? Ma dai migranti, no: e quando lo fece l’Italia, l’estate del 2018, disse che era “vomitevole”, per poi respingere dalla Francia anche donne incinte! Improvvisamente divenuto salviniano, ora Macron propugna una lotta per le frontiere? Dai, ci vorrebbe un poco di pudore!

 Vuole persino il protezionismo economico! È, ovviamente, “il progresso”, che non si nega a nessuno.

 Ci sono poi altre proposte che vanno esattamente in senso contrario dell’attuale Europa! Magari Macron si è pentito, ha riflettuto, e diventato nemico di Juncker, Moscovici, Draghi… A due mesi dalle elezioni, è tardi!

 Ma i Francesi sono quelli che chiamano Re Sole quel Luigi XIV che attaccò guerre dovunque e prese solo legnate; e quel Napoleone (a parte che di francese aveva solo la carta d’identità, però tale si credette) che dal 1811 al 15 contò solo sconfitte, e, non avesse compiuto le riforme civili e amministrative, come guerriero la storia non se lo ricorderebbe nemmeno. Ma i Francesi parlano di Waterloo come fosse un mezzo pareggio fuori casa invece, come fu, di una scoppola epocale.

 Però, attenti: nel diluvio di entusiastiche parole al vento della lettera, c’è una proposta macronesca che, detta così, pare un modo di dire, ma, se passasse, sarebbe pericolosissima: una “agenzia europea per la democrazia”.

 E che dovrebbe fare, questa agenzia? Dovrebbe per caso stabilire se una cosa qualsiasi è democratica o meno? Vietare nelle scuole Platone, Senofonte, Dante, Machiavelli, Bodin, Vico, Hegel, Nietzsche, d’Annunzio, Gentile, eccetera, insomma quattro quinti della letteratura e della filosofia mondiali? Decidere se un partito è democratico o meno? Annullare le elezioni se Macron le dovesse perdere, come quasi certamente le perderà?

 Curiosa letterina, però, attenzione. Beh, il 26 maggio si vota.

Ulderico Nisticò