Mancano 90 giorni…


…all’inizio ufficiale della stagione balneare. Cosa fa la Calabria in preparazione dell’evento? Nulla, come ogni anno. Nulla, perché non ha bisogno di fare nulla.

 Facciamo l’esempio di Soverato. Il 15 giugno si apriranno ufficialmente gli ombrelloni, in realtà già aperti da due o tre settimane, se il tempo è bello. Sotto gli ombrelloni ci saranno dei cittadini soveratesi e qualche proprietario di seconde case. Verso il 15… beh, 20 luglio cominceranno a vedersi dei forestieri. Dove questi signori dormano o mangino, nessuno lo ha mai calcolato sul serio, però più o meno lo sappiamo. Verso il 20 agosto, tanti saluti a tutti, tranne i cittadini soveratesi sfaccendati che continueranno a stare sotto gli ombrelloni. A che serve fare propaganda? Anzi, se davvero arrivasse più gente non sapremmo dove metterla.

 E poi, sapremmo… soggetto, noi? Invece il verbo è saprebbero, e il soggetto è “i pochi operatori”, la maggior parte dei quali dilettanti, e che dall’1 settembre avranno altro da fare.

 La situazione di Soverato è, più o meno, quella della Calabria e di due terzi del Meridione: da bravi dialettofoni rimasti al barocco del XVII secolo, noi chiamiamo turismo quella che è limitata e breve balneazione. Le altre forme di turismo, ci sono poco note.

1. Turismo di salute per anziani nordici, che si estenderebbe a primavera e autunno: ne avete mai visto uno?

2. Turismo religioso? Ma se la Calabria non è stata capace manco di celebrare s. Francesco di Paola nei centenari del 2007, 2016, 2019!

3. Turismo termale, in una terra con molte terme almeno dai tempi di Sibari? Pochissimo, e comunque con giusto le terme in senso sanitario, senza niente altro intorno.

4. Turismo esperienziale, dei borghi, enogastronomico? Dove esiste, è affidato ad iniziative estemporanee.

5. Turismo culturale? Dove e se funziona, lo si deve alla buona volontà di alcuni addetti. La cultura calabrese ufficiale (e lautamente retribuita!) resta la solita antologia di grigi piagnistei, con evidente ignoranza della storia e della geografia della Calabria: tranne, bene inteso, una decina di sbarchi di Ulisse (ahahahahahahahahah!) anche in alta montagna; e la fucilazione di Murat: chi era costui?

 Conclusione, la potenziale risorsa del turismo è utilizzata al 20, al 30%. Al 20, 30% dei Calabresi la cosa sta bene, benissimo così: guadagno facile con scarsa prestazione d’opera.

 Mancano 90 giorni, infatti, e non vediamo nemmeno l’ombra di una novità rispetto agli anni 1950. Anzi, in quegli anni la Calabria era, in proporzione, di una valida serie B, e meta di un turismo vero. Quindi siamo tornati indietro.

 Ma io, a chi glielo vado a raccontare?

Ulderico Nisticò