Obbligo di dimora, e, se si dovesse votare…

 Non amo certo far politica con le cronache giudiziarie; e, anche a proposito di Oliverio, ne attendo gli sviluppi e l’esito finale.

 Nemmeno conosco la legge tanto da esprimere un parere se la Regione rischi o meno di cadere, o per provvedimenti legali, o anche solo per crollo politico. Chissà che faranno, infatti, gli oppositori di Oliverio.

 Ah, tranquilli: gli oppositori di Oliverio non sono certo la Santelli o Tallini o Aiello etc.; anzi, quelli, e i berlusconiani in genere, sono suo amiconi. Gli oppositori sono Guccione, Ciconte etc., tutti all’interno della sinistra… o sedicente, secredente tale.

 Immaginiamo però che per qualche motivo la Regione venga sciolta o si sciolga, e si torni a votare dopo l’Epifania. Se cade Oliverio, se va in crisi la sinistra, chiunque di altro segno si candidi, questo chiunque vince e diventa presidente della Giunta.

 Congratulazioni vivissime. Ma se il prossimo presidente sarà X oppure Y, un presidente qualsiasi spuntato dal fatto di aver preso dei voti in più di un altro, che cosa cambia, per questa Calabria che occupa saldamente la terzultima posizione su 360 regioni europee, e l’ultimissima in Italia per qualità della vita? Calabria la cui classe dirigente politica è ugualmente peggio della classe burocratica e di quella intellettuale.

 Dove state leggendo o sentendo che in Calabria si discuta, si dibatta, si argomenti sulle prossime regionali? Da nessuna parte!

 Dove state sentendo o leggendo che qualche famoso scrittore o celebre filosofo o dotto professorone, che uno qualsiasi stia affacciando una qualsiasi proposta, ipotesi, critica eccetera?

 Dove si parla di Calabria, a parte bufale come lo sbarco… no, gli innumerevoli sbarchi di Ulisse?

 Perciò, e sempre in attesa di come andrà a finire la vicenda di Oliverio, esprimo le mie preoccupazioni più cocenti circa un eventuale successione.

Ulderico Nisticò

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