Pagine di storia Satrianese (recente): Catalano sulla vicenda della Chiesa Matrice

La Chiesa Matrice di Satriano, la splendida Chiesa Santa Maria d’Altavilla come gli altri luoghi di culto in Italia a causa dell’emergenza covid-19 è chiusa. In passato per ragioni diverse e certamente non di quest’ordine epocale ha vissuto la stessa sorte, segnando una pagina triste della storia di Satriano. Una condizione che per la comunità satrianese è stata sempre motivo di tristezza e che oggi ritorna alla mente vedendo quelle porte non aperte al pubblico. Questa volta è necessario rispettare le restrizioni che vengono dai vertici della Chiesa e dallo Stato. Ne parliamo con Alessandro Catalano, amministratore all’epoca della chiusura e della successiva riapertura nonché in questo caso in veste di esponente del movimento Satriamo che ricorda, introducendo l’argomento “siamo stati più volte sollecitati come Movimento #SatriAmo ad esprimerci sulla vicenda che ha riguardato il contenzioso tra il Comune di Satriano e l’Arch. Riverso circa i lavori della Chiesa Matrice. Siamo stati accusati, senza motivo, di aver fatto silenzio su questo argomento”.

Cosa accadde ?

“Durante il periodo dei lavori della Chiesa fui un forte sostenitore di quella delibera famosa di giunta che portò allo sblocco dei lavori e ricordo con molta sofferenza quel periodo della storia di Satriano. I lavori della Chiesa Matrice dovevano rappresentare un momento di festa per la comunità ma ben presto si trasformarono in un disastro. I lavori furono bloccati, ci fu il sequestro dell’immobile, il culto si trasferì nei locali della sala Consiliare e la Comunità fu privata della Chiesa Madre per molto tempo. Il progetto iniziale era fantastico. L’Arch. Riverso aveva studiato i particolari per far sposare bellezza storica e innovazione, colori, modifiche, luci, abbattimento delle barriere, insomma a fine lavori avremmo avuto una bomboniera. Ad un certo punto tutto si paralizzò per questioni tecniche che interessarono gli uffici e la direzione dei lavori. La giunta comunale con un atto coraggioso ma molto discusso riuscì a sbloccare i lavori. La sovrintendenza intervenne più volte, la magistratura sequestró l’immobile e iniziò la fine della favola. Intervennero varianti, modifiche ecc. e ad un certo punto il direttore dei lavori cessò non per sua scelta dalla direzione. Intanto anche la ditta esecutrice dei lavori avviò un contenzioso. I problemi finirono nelle aule di giustizia in cui si sancì che non avessero alcuna responsabilità gli amministratori e l’Arch. Riverso sia in sede penale che in sede contabile. Ci fu nel frattempo un arbitrato che diede ragione all’Impresa e la riapertura della Chiesa Matrice con i lavori completamente diversi da quelli previsti dal progetto iniziale”.

Una pagina buia …

“Ritengo ci siano stati errori da tutte le parti ferma restando l’assoluzione dell’amministrazione comunale che stava a significare che l’operato e gli atti che aveva posto in essere andavano nella giusta direzione a prescindere dai pareri personali di ognuno (e in quella fase, come avviene in genere, tutti erano ingegneri, architetti, esperti di diritto amministrativo, ecc)”.

Lei ha fatto il nome del direttore dei lavori. Sa bene che si tratta di una personalità di cui Satriano può andare orgogliosa considerando il suo prestigio internazionale nel campo dell’architettura...

La mia personale opinione è che l’architetto Antonio Riverso, all’epoca subì un danno morale da quella vicenda e – a prescindere da questioni tecnico-giuridiche – la sua richiesta di risarcimento danni è stata pertanto coerente. Come è stato giustamente affermato l’arch. Tonino Riverso è un professionista che dà lustro alla nostra Satriano, ama la sua terra e se mette la sua professionalità al servizio della nostra comunità bisogna esserne orgogliosi.

Fabio Guarna – Soverato News