Pallone placcato oro

Facciamo un indovinello. Chi sono Kopa, Masopust, Belanov, Blochin, Albert, Simonsen? Pensateci con calma, prendetevi tutto il tempo che volete. Ci siete arrivati? no? non preoccupatevi, probabilmente non risponderebbero nemmeno loro se glielo chiedessimo. Sono giocatori di calcio e ciò che li accomuna è il fatto che tutti hanno vinto il Pallone d’oro. Come Messi, come Ronaldo, come Platinì, come Cruyff.

Agli albori del premio, quando la rivista France Football lo istituì nel 1956 e si chiamava Calciatore europeo dell’anno, gli unici che potevano usufruire del prestigioso trofeo erano esclusivamente giocatori del vecchio continente. Atleti che comunque figuravano nelle formazioni europee, ma erano nativi di altri continenti, potevano solo guardare i loro colleghi più fortunati alzare l’ambito riconoscimento. Prendiamo Belanov, ad esempio. Secondo l’Albo d’oro vinse il premio nel 1986. Perché è particolare quella data? Quell’anno, per gli amanti del calcio che lo ricordano sicuramente, l’Argentina di Maradona vinse il mondiale. Anzi, non vinse l’Argentina, ma il solo Maradona. Lui, e solo lui, ha permesso all’albiceleste di vincere la Coppa del mondo. Ma visto che il Pallone d’Oro non poteva essere assegnato a giocatori di altri continenti che non fossero europei, pur giocando nel Napoli, a Maradona non venne assegnato il premio. Vinse Belanov. E a volerla dire tutta, Maradona non vinse mai il Pallone d’oro. Vinsero, però, Kopa, Masopust, Belanov, Blochin, Albert, Simonsen. Certo, France Football poteva pensarci prima. Solo dal 1994 ha permesso che a vincerlo potessero essere anche giocatori non europei che militano nei nostri campionati. Ma tant’è e pace.

Cosa vuol dire tutto ciò? Oggi si discute tanto sul Pallone d’oro assegnato a Luka Modric quando per molti doveva essere nuovamente assegnato a Cristiano Ronaldo. Dopo i 5 già conquistati alternativamente con i 5 di Lionel Messi. Ma il valore del premio è relativo. Relativi sono i 5 di Ronaldo, relativi sono i 5 di Messi, ma non è relativo lo zero nella casella di Diego. E a volerla dire tutta, nemmeno lo zero nelle caselle di Totti e Del Piero, per essere un po’ campanilisti. Quindi, non prendetevela troppo. Chi vince non vuol dire che sia effettivamente il migliore. E’ solo un parere di qualcuno pagato per darlo. E ogni tanto bisogna dare lo zuccherino ai Kopa, Masopust, Belanov, Blochin, Albert, Simonsen del gioco più bello del mondo.

Gianni Ianni Palarchio (Blog)

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