Passata è la tempesta… e il turismo

 Quando passa la tempesta, insegna il Leopardi, anche la gallina se ne torna a spasso sulla via a ripetere il suo verso. Stamani 16, tutti i giornali, anche per distrarre la gente dai massacri della Terra Santa, annunziano che siamo guariti, non muore più nessuno, e quindi l’economia salirà alle stelle, e in particolare il turismo. Fatta la tara delle veline draghesche, e tratta la radice quadrata degli epinici, e manifestato perciò il necessario scetticismo, pigliamo per buono che l’estate del 2021 sarà meno triste e povera di quella del ’20.

 Ebbene, che sta facendo la Calabria per il turismo, cioè per l’unica fonte di soldi vivi che le rimane, a parte tante pensioni e pochi stipendi? Niente, come sempre niente; come dal 1970 la Regione, niente. Tanto c’è il sole, c’è il mare… Tanto i sedicenti operatori turistici (tipo il poveraccio con regolamentare nonno barone) fanno un altro lavoro; o non ne fanno proprio, e due mesi bastano.

 Se io fossi l’assessore al turismo, studierei le statistiche… sì, ragazzi, ma non quelle ufficiali. Mi travestirei da passante, per vedere quanti lidi e ristoranti, pienissimi fino al 20 agosto, sono vuoti a settembre o chiusi… E quanti, a Soverato, ma dovunque, passeggiano sul Lungomare, però dormono in nero… E questo basti per il mare e il sole.

 Che fa la Calabria per tutte le altre forme di turismo e industria del forestiero? Cioè: turismo archeologico; turismo cinematografico e televisivo; turismo culturale; turismo della terza età; turismo di montagna e collina; turismo di salute; turismo di studio; turismo esperienziale; turismo religioso; turismo termale; eccetera qualunque cosa vi detti la fantasia. Tranne lo sballo, perché a noi Meridionali certe cose fanno solo schifo.

 Ora leggiamo che Spirlì, assessore alla Cultura dal febbraio 2020, assume, nel maggio 2021, cioè 16 mesi dopo, la sua prima iniziativa culturale: meglio tardi che mai? Boh… intanto è quasi mai, perché annunzia una manifestazione in autunno, e in autunno (salvo covid vero o inventato) si vota.

 Giudicheremo dunque tra altri quattro mesi. Come giudicherò, io? Da chi sarà chiamato a partecipare. Se saranno sbarcatori di Ulisse e cercatori di Templari e altri raccoglitori di fandonie… o, come di solito fanno quelli di centro(destra) annacquati, se il convegno sarà zeppo di gente di sinistra; annacquati pure loro, ma di sinistra e politicamente corretti, e convinti perciò che il turista paghi per vedere paesucoli deserti e pastori calabresi brutti e affamati con maestra milanese colta e belloccia.

 Spero solo non invitino Muccino! Ahahahahah.

Ulderico Nisticò