Per Lamezia Terme tentare la via del “comune di nuova istituzione”

Il nostro Comune, dopo l’amaro e pesante scioglimento del consiglio comunale, il commissariamento e il giusto riconoscimento del Tar Lazio che lo ha integrato nel ruolo con la sostanziale affermazione di: “assenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata”,, potrebbe essere considerato, così come avvenne con la gestione Speranza, “comune di nuova istituzione?  Questo è il mio auspicio, per il bene della città.

 Infatti  Il governo Speranza inizia il suo mandato nel 2005, senza nessun obbligo di rispettare il cosi detto “patto stabilita interno” quindi, con un bilancio positivo, dove poteva spendere come un comune di nuova istituzione.

E allora, ove la procedura lo potesse consentire, perché nei tempi e nei modi prevedibili, non avviare ogni azione a tal fine ?? Perché non impegnare la Deputazione Lametina a tale scopo? Quantomeno Lamezia, anche con l’impegno dell’ON D’Ippolito e Furgiuele, si mostrerebbe coesa e pronta a ripartire, per il bene della città e dei cittadini.

Il quadro normativo di riferimento ci viene in soccorso, come gli atti contenuti nelle deliberazione della CORTE DEI CONTI, della Lombardia e non solo, che sottolinea e detta le regole prevedibili nei casi di che trattasi, e precisa: la cessazione dello stato di commissariamento, determina di fatto, una discontinuità di rilevanza tale da costituire una condizione del tutto assimilabile alla istituzione di comune ex novo”.

Sicuramente Ove ciò possibile, verrebbero meno tutti i gravami finanziari e le condizioni di scarse risorse, che oggi preoccupano la realtà comunale fino all’inverosimile.

Non va sottaciuto che il nostro comune sta per affacciarsi a difficoltà finanziarie che non permettono un piano di riequilibrio adeguato per almeno 10 anni; costretto ad affrontare debiti con scarse risorse; periferie abbandonate; centro storico svuotato; arterie piene di buche, problema dell’acqua, rischio idrogeologico, soprattutto aree montane; la problematica Multiservizi, che si trova in concordato preventivo, senza contare il problema dei pochi Dirigenti, il numero del personale comunale ridotto assieme ai Vigili urbani. Non da meno le limitazioni gravi che rendono impossibili finanche prestiti con la Cassa Depositi Solo per citare qualche dato Insomma, altri probabili 15 mesi di fuoco gestionale.

E allora perché non tentare la via del “comune di nuova istituzione”?

Insomma, ove il risultato di che trattasi, potesse essere immediatamente avviato e riconosciuto, la nostra città, il governo e i cittadini tutti, potrebbero contare su una rigenerata azione governativa e trovare piana soluzione a buona parte delle aspettative che la città anela tentare significa sperare, rimanere fermi significa perdere ogni aspettativa.

Salvatore De Biase

 

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