Ricordo personale di Guido Rhodio


 Non esprimo un giudizio politico, anche se tutti sapete cosa penso io della Regione Calabria. Ricordo però, politica a parte, un mio lungo rapporto di cordialità con Guido Rhodio, e di collaborazione culturale.

 Ritengo di dover lodare il sindaco, o comunque esponente e ispiratore, Rhodio, per l’amore che portava a Squillace; e per l’idea che ne ebbe di riscoperta del passato nel senso della valorizzazione per il presente e l’avvenire. Ha avuto, in questo, più plauditori e seguaci che eredi politici.

 Se la Squillace antica, per molto tempo rimasta in degrado, è oggi un museo a cielo aperto, con castello e altri luoghi interessanti, riscoperti o valorizzati, è stato in gran parte per merito di Rhodio. Ci fu in ciò una cosa rarissima in Calabria, che è l’urbanistica, persino con un piano del colore.

 È stato, altra cosa rarissima in Calabria, un grande e intelligente organizzatore di cultura, Rhodio. Va ricordata la pubblicazione del periodico Vivarium Scyllacense, che, negli anni 1980-90, fu considerato una pietra miliare della cultura, e non solo calabrese; ed io mi onoro di aver molto spesso collaborato.

 Il centro Cassiodoro conserva una ricchissima biblioteca; e fu sede di numerosi e qualificatissimi convegni, con notevoli nomi della storiografia italiana del tempo. Di alto livello, gli studi, e le pubblicazioni, su Cassiodoro e sui luoghi cassiodorei e altri argomenti di storia cittadina e calabrese.

  Rhodio era aperto a qualsiasi buona iniziativa che potesse esaltare Squillace e attirarvi visitatori. Nessuno ha dimenticato, credo, la grandiosa manifestazione del “Processo a Guglielmo Pepe”, con U. N. come accusatore per conto dei Borbone, e Guido Rhodio come appassionato e informato difensore; e un vero giudice e degli avvocati come giuria. Si contarono cinquemila spettatori.

 L’ultima volta che ci siamo sentiti, fu per mandare in Vaticano copia di una mia pubblicazione su p. Lattanzio Arturo da Cropani, che, tra l’altro, pronunziò nel 1585 a Squillace una commemorazione del cardinale Guglielmo Sirleto, zio del vescovo Marcello, che è forse la fonte più attendibile di biografia del dotto di Guardavalle. Mi misi subito a disposizione.

 Sed haec olim fuere, e oggi a Squillace non c’è più tanto. Il ricordo di Guido Rhodio dovrebbe stimolare la cittadinanza a riprendere le attività culturali, dico quelle di livello scientifico: e qui spero di essere capito tra le righe; e a tornare a fare di Squillace una frequente meta di studi: ripeto, scientifici.

Ulderico Nisticò