San Ferdinando, finalmente; il dovere di Salvini

Per otto anni nessuno si è accorto di niente, a parte casi di morte frettolosamente pianti; a San Ferdinando era sorta una città abusiva, con residenze abusive, commerci abusivi, e abusivo ordine pubblico, gestito da mafia e dintorni. Stamani tutti, e dico tutti, gridano che “era ora”, e che bisognava abbattere la baraccopoli, e dicono che è sporca e cattiva: ora; aggiungono, per essere politicamente corretti, un “però…”. Un però non si nega a nessuno, a favore di telecamere. La RAI intervista solo buonisti e deputati di sinistra: ma sono le miserie umane. Una certa Bruno Bosio approfitta per parlare male di Salvini e millanta di essere sempre stata presente, ma è purissimo sciacallaggio.

Cosa è successo, a San Ferdinando? Che lo Stato, dopo otto anni, si è accorto di una situazione di indicibile illegalità, e ha preso ovvi provvedimenti: stamani, 6 marzo 2019, le ruspe stanno abbattendo tutto quello che c’è da abbattere. Se ne accorgono tutti, improvvisamente, ma è una cosa buffa.

Ora, lettori miei, leggetemi bene: io qui non sto celebrando i meriti del ministro pro tempore, Matteo Salvini, il quale sta facendo semplicemente il suo dovere; io qui vi comunico che oggi c’è lo Stato, e negli ultimi otto anni, no, lo Stato non c’era, e un mare di gente non ha fatto il proprio dovere.

Non ci sono stati i ministri degli Interni dei governi dal 2011 (c’era ancora Berlusca) a Gentiloni;
non ci sono stati i prefetti di Reggio, e i questori e comandanti dei CC;
non ci sono stati i giudici competenti per territorio;
non ci sono stati i presidenti della Giunta regionale;
non ci sono stati i presidenti della Provincia, oggi Area Metropolitana;
non ci sono stati i sindaci, le maggioranze e le opposizioni;
eccetera, chiunque vi venga a mente;
ah, dimenticavo: si diedero latitanti le autorità preposte ad assicurare la giustizia sui luoghi di lavoro, e i sindacati.

Il ministro pro tempore, Matteo Salvini, sta facendo esattamente quello che deve fare un ministro degli Interni, e che tutti gli altri non hanno fatto mai, cavandosela invece con un mare di chiacchiere buoniste generiche e fiaccolate e marce, e lasciando quei poveracci in condizioni molto peggiori di qualsiasi schiavo dell’antichità o di Via col vento.

Risolto il problema più pressante, abbattere quel luogo ignobile, si apra un approccio serio al problema. Basta piagnistei, basta millenarismi, basta predicozzi: se nella Piana servono braccia, si assumano le persone sotto il controllo dello Stato e di chiunque debba mettere occhio e mano.

Ulderico Nisticò

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