Siamo tutti candidati, e le autonomie locali

Mi pareva già una follia che a Vibo i candidati al Comune fossero 450; poi ho scoperto che 450 sono poca cosa, al confronto dei 580 di Rende e 700 di Corigliano-Rossano.
Facciamo due conti. Vibo annovera 33.640 abitanti; togliamo minorenni ed emigrati stabili, facciamo un totale di 25.000 elettori. Ammesso vadano tutti, e molto ne dubito, ai 450 toccano 55.5 voti a testa, secondo la matematica. A Rende, con gli stessi abitanti ma 140 candidati in più, 43. A Rossano Corigliano, sono messi meglio, 100.

Secondo la realtà e la politica, sono tantissimi i candidati le cui speranze non superano il voto (01), il loro. E vedrete che parecchi candidati fasulli non si voteranno nemmeno, quindi zero (0.0).
E mi fermo qui, a parte che so di tre liste in paesi di duemila anime; e anche assai di meno. Se gli abitanti sono 2000, e parte non tornano e parte sono minorenni, e parte non va a votare, insomma il sindaco risulta eletto con qualche voticino in più. Donde le crisi imminenti a ogni cambio di stagione.
Che sta succedendo, in Calabria? Improvvisamente, divampa la passione politica? Da badare che ci troviamo di fronte, nella maggior parte dei casi, a liste civiche, senza riferimenti espliciti ai partiti. Questo fenomeno va preso in considerazione nelle sue possibili evoluzione.

Per ora non so, e vedremo. Intanto si riapre la questione delle autonomie locali. In Calabria, io tornerei alle vecchie tre province del 1816: Cosenza, Catanzaro (cancellando le fallimentari Crotone e Vibo), Reggio; con ampie circoscrizioni (Sibaritide, Tirreno, Sila; Lametino, Catanzarese, Basso Ionio; Locride, Piana, Reggio), e abolizione su due piedi di tutti i Comuni piccoli e piccolissimi di cui la Calabria pullula: 404, alcuni dei quali di 300 persone anche all’anagrafe; e molti di 800 all’anagrafe e di fatto manco metà.

E la Regione? Ma perché (a parte politicanti e passacarte e chi ci lucra sopra!), c’è qualcuno in Calabria che vorrebbe mantenere la Regione? Vorrebbe tenersi il carrozzone di inetti che, nel 2017 – fonte Corte dei Conti – ha rimandato indietro a Bruxelles il 95,6% dei fondi europei? Ragazzi, a Parigi (a Parigi, non tra i cannibali!) avrebbero assalito Germaneto con gli occhi di fuoco; qui da noi, siamo tutti pecorelle, tranne che nei film e nei convegni antimafia segue cena.

Spero non ci sia qualcuno che oserebbe affermare ci sia stato qualcosa di buono in uno solo di questi signori: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra). Non posso elencare tutti gli assessori e vicepresidenti ugualmente inutili e dannosi dei presidenti.

E se penso ai nomi che circolano per le ricandidature di centrosinistra e di centro(destra), mi cadono i capelli.
Insomma, possiamo con soddisfazione chiudere la Regione; e aprire una discussione sulle autonomie locali.

Ulderico Nisticò

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