Soverato – La panchina di Michelino, per vivere un’illusione

MichelinoSecondo me, la panchina di Michelino è un’ottima idea, però la piazzerei sul lungomare, davanti al golfo.
Immagino che ogni soveratano possa sedersi accanto a lui, e parlargli ad alta voce come ad un amico in carne e ossa.
Immagino che anche un turista possa essere incuriosito di sapere chi l’era quell’uomo, e che qualcuno di noi glielo raccontasse. Gli raccontasse che era un uomo buono, semplice, gentile, timido ma allegro, e molto, molto amato.
Immagino che anche io un giorno mi vada a sedere accanto a lui, e lo chiami affettuosamente Micheluzzu, come facevo sempre, lui che quando mi vedeva mi chiamava col nome di mio padre: Peppareeee…
Quella panchina può essere un’illusione, l’illusione di continuare a sentire la sua voce, il modo tutto suo di parlare che manca così tanto a chi lo ha conosciuto, il suo sguardo disarmante da bambino innocente.
Michelino, Soverato ti ama.

Michele Repice Lentini

 

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