Sport e vita sociale, tra stress e depressione


LO-SPORT-COME-STILE-DI-VITA-SANO“Orandum est ut sit mens sana in corpore sano”: questa era la preghiera che il poeta latino Giovenale (Satire, X, 356) consigliava di rivolgere agli dei affinché dessero un animo forte ed un fisico robusto e tale da sopportare agevolmente ogni fatica e non avere paura della morte. Oggigiorno la frase ha acquistato il significato che una buona educazione per bambini, giovani ed anziani, sia quella che mira al vigore intellettuale e a quello fisico. Il nostro vivere quotidiano, si sa, è una fabbrica di stress ed ansia che colpisce gran parte della popolazione come una vera e propria malattia sociale; l’aumento del traffico, l’inquinamento acustico ed atmosferico, il proliferare della criminalità, il disagio creato dalla mancanza di soddisfacenti rapporti umani, costituiscono tante occasioni di stress che, col passare degli anni, possono provocare gravi conseguenze sia psichiche sia organiche; né sono da trascurare le crescenti preoccupazioni familiari, le tensioni o le liti negli ambienti di lavoro, la corsa al successo: tutte cose che fanno salire vertiginosamente la tensione emotiva e fisica la quale si riflette sia nella nostra psiche, sia, più concretamente, sul corpo, causando malattie cardio-circolatorie o dell’apparato digerente. Le risorse diversive disponibili sono molte, ma é lo sport che offre maggiori possibilità di rilassamento mentale e di miglioramento del fisico, sempre beninteso che sia praticato e non solo osservato o seguito stando sdraiati davanti alla TV. Sembra, infatti, scientificamente provato, che le attività motorie possano ridurre l’incidenza delle malattie nelle persone d’ogni età, senza con ciò voler affermare la necessità di tornare ai tempi dell’antica Sparta, quando la forma fisica era la cosa più importante; bisogna, molto più semplicemente, che enti pubblici e privati prendano iniziative atte ad incoraggiare la più ampia parte possibile della popolazione acciocché faccia attività fisica la quale, vista la caotica vita quotidiana, contribuirà a mitigare lo stress, la tensione, l’ansia accumulata durante la giornata; questi stati emozionali, anzi, si trasformeranno in una sensazione di benessere fisico, psichico e sociale, che influirà senz’altro positivamente sul comportamento e il rapporto con gli altri, sul rendimento lavorativo e quindi sulla propria salute. Un altro male della “modernità” è sicuramente la depressione, che coinvolge tantissima gente senza distinzione di sesso o d’età, e da cui non è facile uscire; eppure sembra che lo sport, stando ad uno studio di ricercatori americani, sia una buona ricetta per superare questo particolarissimo stato emotivo tra la “melancolia” e lo scoramento, la rassegnazione e l’incapacità pragmatica e progettiva, l’inibizione del corso del pensiero e penosi sentimenti d’insufficienza o sfiducia in se stesso: su centocinquantasei soggetti affetti da gravi turbe depressive, il sessanta per cento di loro, avviati ad una regolare pratica sportiva, hanno ottenuto in pochi mesi apprezzabili miglioramenti in via permanente. In questi casi è certamente di somma importanza, come dimostrano dati empirici, la volontà di guarire, il desiderio di superare questi disturbi; ma anche il praticare sport, il sottoporre il proprio corpo ad esercizi e tecniche fisiche, contribuisce ad evocare nel soggetto un notevole senso di controllo ed a liberare, attivandole, le nostre forze emozionali, meccanismo fondamentale per la difesa endogena dell’organismo. Lo sport, dicevano gli antichi filosofi greci (Platone, “Simposio”), avvia verso un futuro migliore, contiene alti significati morali quali, ad esempio, riconoscere le qualità degli altri senza invidia, cosa assai importante per temprare il carattere dei giovani. Inteso come movimento ed uso di tutti i nostri organi, lo sport é un istinto naturale dell’uomo di cui stimola la funzione e la crescita dell’organismo, sviluppandone l’intelligenza, il carattere e tutte le relative potenzialità. Una delle regole più importanti a questo proposito è mantenere costanti le stimolazioni necessarie se si vuole ottenere uno sviluppo ottimale del fisico dal lato della struttura, della forma e dell’efficienza; in tal modo poi il fisico potrà anche migliorare e soprattutto essere mantenuto in questa forma per tutta la vita purché, con l’avanzare dell’età, ci sia un impegno sportivo costante in misura adeguata all’età. Inteso come spettacolo, lo sport è un atto rituale antichissimo, a cominciare dalle Olimpiadi greche o da Giulio Cesare che assisteva e s’appassionava ad una partita di “calcio” tanto da scommettere cinquanta talleri su un incontro con un pallone elastico, sino ai moderni totalizzatori, a quel complesso apparato telematico ed informatico che si occupa ormai di quasi tutti gli sport sfruttandone il lato aleatorio. Lo spettacolo sportivo entra, dunque, nelle nostre case con prepotenza, nel bene e nel male, perché ormai è un fatto sociale, lo specchio a volte fedele a volte deformante di una civiltà: basti pensare ai tanti, troppi, episodi di violenza –a volte estrema e tragica- che vede coinvolti atleti e soprattutto tifosi (sic!) in un clima parossistico e primordiale. E dire che, come scriveva tanti anni addietro Gianni Brera, “nell’epoca moderna lo sport rappresenta l’ultima spiaggia dell’uomo inteso come individuo”; contro la globalizzazione, l’industrializzazione, la tecnologia invadenti ed esasperate, il caos urbano, che costringono l’umanità entro confini sempre più rigidi ed invalicabili, lo sport rappresenta un’importante via d’uscita. Gli spalti domenicali di uno stadio durante una partita di calcio sono l’immagine perfetta di questa situazione che è sociale e psicologica, uno “status” collettivo e un “transfert” privatissimo, durante cui ognuno recita o gioca un ruolo: chi corre e chi sta fermo, chi lotta e chi urla, chi ha addosso gli occhi di centomila persone e che, pur in mezzo a quella stessa folla, si sente solo, con una passione dentro che rode, brucia, rallegra o rattrista.
Oggi, aldilà di singoli esecrabili episodi, sembra che si sia finalmente capita l’importanza dello sport inteso non solo come divertimento ma anche come mezzo per lo sviluppo fisico del corpo e per un migliore equilibrio psichico: non sembri secondario, poi, il fatto che lo sport in genere (Olimpiadi, Campionato Mondiale di calcio eccetera), siano stati e rimangano occasioni d’aggregazione di popoli diversi per lingua, per razza, per tradizioni, e che aiutino ad accantonare o anche a distruggere pregiudizi razziali e contrasti ideologici o politici.

Adriano V. Pirillo


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