Sputare sulla divisa si può


Durante un corteo nel 2016, a Milano, un gruppetto di cinque persone, mentre danneggiavano una bandiera del PD, si sono visti affrontati da alcuni poliziotti che, nell’esercizio delle loro funzioni, hanno cercato di fermare la deriva del buon gusto dei facinorosi. Uno di questi, forte per la mancanza di neuroni funzionanti, ha pensato bene di sputare addosso ad uno dei poliziotti. Ma se pensate che lo sputatore folle sia il peggio di questa storia, vi sbagliate di grosso. Perché un giudice, che di neuroni forse non ne ha mai avuti, ha pensato bene di assolvere il giovane perché la “particolare tenuità del gesto” non manifesta il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. In sostanza, lo ha assolto perché il gesto non è grave.

Dopo l’assoluzione dello spacciatore perché svolgeva la sua attività di somministratore di morte in quanto indigente e gli serviva per vivere, oggi quest’altra chicca che sfida ogni possibile parvenza di moralità. E parlo di moralità solo perché la legge, ormai, è finita nel cesso e si è tirato lo scarico. Certo, il ragazzo aveva a disposizione delle spranghe e invece, educatamente, ha preferito sputare. E il giudice, da par suo, ha voluto premiarlo per essersi contenuto in una situazione che avrebbe potuto degenerare.

Che le istituzioni non contino più nulla, è ormai sotto gli occhi di tutti. Ma che si permetta a chiunque di adottare gesti vili e che offendono non solo la sensibilità dell’uomo sotto la divisa, ma anche e soprattutto la nostra società civile, è squalificante oltre che terribilmente disumano. Del resto siamo in Italia e nessuno si scandalizzerà più di tanto per un fatto così deturpante. Siamo bravi ad essere giustizialisti solo quando a sputare è un giocatore di calcio. Eppure lì la giustizia funziona e la punizione viene regolarmente comminata… mica come al Tribunale di Milano!

Gianni Ianni Palarchio (Blog)


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