Tegola per la Regione. Consiglio di Stato annulla concorsi interni: 985 dipendenti saranno demansionati?


regione-calabria1Ancora rogne per la Regione Calabria e le sue decisioni relative ai dipendenti. Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto e dunque condannato la Regione, il ricorso presentato da un laureato in Ingegneria civile sui concorsi riservati solo ai dipendenti interni dell’amministrazione. Per il Consiglio di Stato la Regione Calabria si sarebbe sottratta “al principio del pubblico concorso, senza alcuna motivazione delle ragioni di tale deroga in violazione del principio di imparzialità e buon andamento (ex art. 97 della Costituzione), creando altresì una ingiustificata posizione di privilegio per il personale già dipendente (in violazione dell’articolo 97) ed impedendo così altrettanto ingiustificatamente di concorrere per l’accesso nella pubblica amministrazione”. Il Tar Calabria, inizialmente aveva espresso parere sfavorevole rigettando il ricorso, da qui l’appello al Consiglio di Stato che con la condanna della Regione rischia di provocare un vero e proprio caos interno. Non solo il pagamento di 8mila euro, ma anche l’annullamento dei decreti dirigenziali del 26 giugno e dell’8 luglio 2003, di indizione delle selezioni verticali alle categorie D1 e D3 per il personale dipendente della Regione, nonché delle delibere della Giunta regionale 198 del 6 marzo 2001, 651 del 24 luglio 2001 e 737 del 6 agosto 2002, concernenti la dotazione organica degli uffici regionali. Secondo il Consiglio di Stato i dipendenti che usufruirono di quella progressione di carriera dovrebbero rientrare nelle categorie di partenza. Si tratta di un numero enorme. Sarebbero 799 dipendenti per la categoria D1 e 186 per la D3.


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