Chiuso il maxi filone d’inchiesta della Procura guidata da Catanzaro. Coinvolti professionisti, imprenditori ed esponenti dei clan locali: contestata l’aggravante del metodo mafioso.
CATANZARO – Un collaudato ed esteso sistema criminale capace di legare colletti bianchi, imprenditoria e criminalità organizzata. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 54 persone, accusate a vario titolo di aver farcito un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa sui fondi europei e statali destinati all’agricoltura, al riciclaggio di denaro e alla turbativa d’asta nelle procedure esecutive immobiliari.
Il patto tra colletti bianchi e criminalità organizzata
Tra i nomi figurano avvocati, commercialisti e imprenditori, a testimonianza di una rete capillare di competenze professionali messe a servizio di interessi illeciti. Insieme a loro, figurano esponenti di primo piano dei clan della ‘ndrangheta calabrese.
Un intreccio economico-finanziario in cui i professionisti fornivano la copertura tecnica e burocratica per intercettare finanziamenti pubblici indebiti e pilotare le aste giudiziarie, mentre la componente mafiosa garantiva la forza d’intimidazione sul territorio.
L’aggravante del metodo mafioso
Elemento centrale dell’impianto accusatorio formulato dalla Procura di Catanzaro è la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, la consorteria criminale:
«Grazie ai rapporti intrattenuti con riconosciute famiglie di ‘ndrangheta, godeva di protezione sul territorio, nonché di una posizione di primazia nelle procedure esecutive in cui partecipava per conto di soggetti riconosciuti come appartenenti alla ‘ndrangheta».
Grazie a questa egemonia criminale, la rete riusciva ad azzerare la concorrenza nelle vendite all’asta, accaparrandosi beni e immobili a prezzi di favore per poi riutilizzare e riciclare i proventi illeciti ottenuti dalle truffe nel comparto agricolo.
Con la notifica della conclusione delle indagini, per i 54 indagati si apre ora la fase in cui i legali potranno presentare memorie difensive o chiedere che i propri assistiti vengano ascoltati, prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio.