Un corso universitario salesiano a Soverato

L’Istituto Salesiano ospita un corso universitario triennale, oggi ufficialmente e solennemente inaugurato.
Per quelli di buona memoria, ricordo il clamoroso fallimento dell’università della videocassetta, ai tempi di Mancini. Questo è un corso vero, con aule vere, professori veri e ben 26 frequentanti, e con obbligo di frequenza.

Per frequentare, gli studenti vengono o abitano a Soverato, ed è evidente il vantaggio.
Ma voglio soffermarmi sulla valenza culturale e sociale di un corso universitario, a patto che esso crei osmosi con la realtà locale.
La realtà autentica, da conoscere per quella che è, senza applicare schemi pensati per tutt’altra parte del mondo. Soverato e la Calabria non sono la Siberia o l’Australia o il Canada o la Francia o altri luoghi; ed è del tutto errato pensare a una sociologia valida in ogni canto del pianeta. La Calabria e Soverato sono Soverato e la Calabria: vanno analizzate, vanno capite; oppure, a diagnosi sbagliata, seguirà cura sbagliata.

In questo momento, Soverato è solo il luogo dove ha sede l’università salesiana; dobbiamo fare in modo che professori e studenti si integrino nella nostra situazione, ripeto, in quella reale, con tutti i meriti e tutti i limiti, ma reali.
È compito degli Istituti superiori, compito del Comune, compito della cultura cittadina; ma anche compito del corso universitario.
Intanto, ogni augurio di lunga e feconda vita alla nuova istituzione.

Ulderico Nisticò

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