Una legge contro gli affitti in nero: era ora!


 Li chiamano pudicamente “affitti brevi”, ma, detto in generale e a Soverato in particolare, sono AFFITTI IN NERO. Una nuova legge impone, per farla breve, che il nero divenga bianco, e che chi vuole affittare per l’estate debba iscriversi ad apposito registro, e di conseguenza pagare le tasse.

 Anche questo è giusto; ma non è questo che mi sta a cuore; e qui occorre una lezioncina di storia soveratese. La famosa “quanta gente sul Lungomare” di Soverato è composta dalle seguenti categorie:

– cittadini a spasso;
– a spasso, cittadini dei paesi vicinissimi;
– cittadini dei paesi vicini con seconda casa di proprietà;
– bagnanti che risiedono nelle suddette case in nero;
– nettissima minoranza, gli alloggiati in albergo o b&b.

 Sappiamo tutti come è andata, a Soverato, almeno dagli anni 1960. Il degrado iniziò con le case in nero: una stanza, o persino l’intero proprio appartamento andando a estivare altrove; potrei farvi dei nomi. Poi ci si diede a costruire interi dozzinali stabili con la formula “pemmu l’affittamu a [a i] bagnanti”. Degrado dell’offerta, con appartamenti molto arrangiati; e, ovviamente, degrado della richiesta.

 Musica per le mie orecchie, che il governo metta mano, in tutta Italia e quindi anche a Soverato, a porre fine al disordine.

 Che fare? Lo vado ripetendo da anni, e lo ripeto anche oggi; ed è un’operazione che possiamo decidere anche solo a Soverato, appena la legge diverrà operativa: trasformare obbligatoriamente gli appartamenti neri in albergo diffuso, con precise classi di qualità e relativi prezzi da rendere palesi; e regole precise per l’igiene e le dotazioni di servizi. Ciò può avvenire solo tramite agenzie. Chi non si adegua, peggio per lui. Insomma è ora di correggere un errore gravissimo, che ha fatto comodo a molti (succede spesso, quando si sbaglia!) ma ha degradato il turismo a Soverato e in Calabria.

  È chiaro che aumenteranno i prezzi, e forse diminuirà il numero dei bagnanti: ma a Soverato non serve la passeggiante “gente sul Lungomare”, serve turismo di qualità.

Ulderico Nisticò