Bandiera di non sanno chi

 La davvero troppo celebre bandiera del carabiniere di Firenze è quella della Marina imperiale tedesca, riferita dunque al Secondo Reich (1871-1918), e non al Terzo (1933-45). Questo, per essere pignoli. Mostra i colori, e una croce, che troviamo anche su vari vessilli germanici, tra cui l’Aviazione. I vessilli con la svastica non erano, neanche tra il 1933 e il ’45, delle Forze armate statali, ma di quelle nazionalsocialiste come le SS.

 Noticina importante: nella Germania hitleriana era netta la distinzione tra lo Stato e il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, nazista per brevità. Alcuni dei generali erano iscritti, molti altri non lo erano, e nessuno disse loro niente; e così vale per funzionari dello Stato. Gli otto milioni e oltre di Tedeschi che fino all’ultimo giorno si batterono contro Sovietici e Angloamericani erano alcuni nazionalsocialisti e altri no, e si batterono lo stesso senza la minima distinzione. Gli oppositori allo Stato si contarono a poche decine. Gli unici di una certa fama, quelli dell’attentato 20 luglio 1944, erano ufficiali prussiani che intendevano rovesciare l’odiato popolano Hitler, fare pace con gli Occidentali e combattere contro i Russi, anche per salvarsi le terre in Prussia Orientale; e della democrazia, non gliene importava un bel niente: proprio non avevano la faccia dei democratici.

 Questo, per la storia. La famigerata bandiera, però, è un surrogato, e ovviamente io capisco bene che viene usata come tale al posto della svastica e rune varie.

 Fatta questa premessa, il carabiniere ha commesso una seria irregolarità disciplinare esponendo quella bandiera, come se avesse esposto qualsiasi altro segno di ideologia. I carabinieri, la polizia, i giudici (già: salutatemi Ingroia, Grasso… ) non devono in nessun caso manifestare simpatie politiche o calcistiche o altro. Il cittadino deve potersi fidare di loro, non avanzare “legittima suspicione” che se un carabiniere è di destra arresti quelli di sinistra e lasci a spasso quelli di destra, e se invece è di sinistra arresti quelli di destra eccetera.

 La bandiera, inoltre, è quella di uno Stato, il Secondo Reich, che, dal 1916 al ’18, era in guerra contro l’Italia. Insomma, il carabiniere merita una bella strigliata.

 Il Terzo Reich fu alleato dell’Italia dal 10 giugno 1940 all’8 settembre 1943; e su tutti i fronti in Africa, Balcani, Russia, in cielo e in mare, la bandiera del Reich sventolò assieme a quella del Regno d’Italia. Oggi non ci sono più né Regno né Reich, però, se racconto la storia, per esempio della battaglia di Alamein, mica posso mettere la Merkel al posto di Rommel e Gentiloni invece di Mussolini. Quod est factum, non potest fieri infectum.

 Va bene. Ma, di grazia, che mi dite il giornalista che ha fotografato un’istallazione militare? Ciò è espressamente vietato anche ai militari che vi risiedono, figuratevi a… e chi l’ha detto che quello è un giornalista e non un emissario del “nemico”, chiunque esso sia, ISIS o mafia? Il giornalista o sedicente tale ha commesso non una mancanza disciplinare ma un reato penale, e va denunziato. Peggio, ha reso pubblica la fotografia.

 E a costui, chi ha fatto una soffiata? Non è che i giornalisti o sedicenti tali fotografino a caso le caserme: qualcuno gliel’ha detto, e questo qualcuno è venuto meno ai doveri di lealtà verso l’Arma. Se proprio voleva dar prova di fede democratica, questo qualcuno doveva mettersi a rapporto dal superiore diretto, e denunziare la cosa. Eh, ma ci vuole coraggio: ed è meglio una spiata al giornalista o sedicente tale. Questo qualcuno va severamente punito dai superiori… prima che scatti lo spirito di corpo!

 Insomma, è tutta una vicenda squallida e sballata. Quante ne vedremo, ora che si avvicinano le elezioni? Se perquisissero le case degli Italiani, troverebbero a tonnellate simboli vitatissimi; e libri: e già, i libri filofascisti, usciti dal 1945 almeno fino agli anni 2000, sono centinaia di volte più numerosi degli striminziti libri antifascisti; e tutto ciò con relativo apparato di busti, foto, fasci, gagliardetti, che si trovavano tranquillamente in ogni sezione del Movimento Sociale. I possessori di questi cimeli votavano, spessissimo, DC o PSI a convenienza, però, in casa, mostravano il duce in tutte le pose.

 Esiste oggi un ritorno del fascismo? Bah, ne dubito. Il 15 gennaio 1995, a Fiuggi, il nuovo partito detto Alleanza Nazionale si dichiarò, tra le righe, antifascista, bene inteso a convenienza, e tutti i presenti, bene inteso a convenienza, votarono per la fine del MSI. Poi si scordarono di averlo fatto a convenienza, e diventarono antifascisti davvero; e Fini andava dicendo, davvero esageratamente, che il fascismo era stato “il male assoluto”, evidentemente ignorando quanti altri “mali assoluti” ci sono stati nei millenni, da Caino a Hiroshima! Ma Fini era più preoccupato di tresche amorose e case da svendere, che di studiare la storia.

 Ora faranno una legge contro dei gruppetti di ragazzi. Qualcuno, se proprio è sfortunato, c’incapperà, poi la legge Fiano farà la fine della legge Scelba, o di quella delle luci delle macchine di giorno.

 Intanto, dopo aver punito il carabiniere, voglio vedere se incriminano il giornalista o sedicente tale. E voglio una legge anche io: che carabinieri e polizia e finanza e, soprattutto, i giudici, non possano mai fare politica. Mai, neanche dopo la pensione, perché se no io che penso? Penso che facevano politica anche prima.

Ulderico Nisticò