…di quasi tutti, nel senso che parlo solo io. Fatta salva la pace dei lavoratori, che si adoperano al meglio che possono, è insostenibile la situazione dell’Ufficio Postale di Soverato Marina.
L’ho già scritto e tutti mi dicono che ho ragione, però non succede niente lo stesso. Ieri 28, di mattina erano attivi tre sportelli su cinque; pomeriggio, due. È palese che il problema è di numero disponibile e di organizzazione del personale. Se il personale è insufficiente, il problema è politico e sindacale.
C’è un fatto di organizzazione. Da anni le Poste hanno compiuto la scelta dei servizi finanziari di tipo bancario, ed è stata probabilmente un’idea buona e vincente; ma, almeno a Soverato, comporta conseguenze su ciò per cui le Poste sono nate (rinuncio a raccontarvi la storia dal XVII secolo) e più interessano ai singoli cittadini: la corrispondenza e i pagamenti e le riscossioni della vita quotidiana.
Queste attività per cui andiamo alla Posta, e che appaiono abbastanza agevoli, vengono rallentate da operazioni le cui procedure appaiono inspiegabilmente complicate e lente; e ci dev’essere un modo per renderle più veloci e con meno scartoffie. Oppure differenziando gli orari secondo le tipologie di utenza. Esempio, se uno vuole passare a Postemobile per il cellulare (io l’ho fatto, e mi trovo bene), sappia che tale richiesta si fa lunedì e mercoledì e venerdì dalle X alle Y, e non gli altri giorni e ore.
I locali dell’Ufficio sono inadatti all’utenza, con scomodo e non molto igienico affollamento. Ed è da rilevare che le Poste di Soverato e quelle di Chiaravalle sono le sole aperte di pomeriggio in tutto lo Ionio della provincia fino a Catanzaro.
E chi sta in silenzio? Intanto, la gente, che con grande civiltà si rassegna all’attesa. E fin qui, nulla da dire.
Sono state, e restano in silenzio come il dio Arpocrate le precedenti e attuali Amministrazioni di Soverato e dei centri vicini, le quali invece devono fare pressione perché il problema sia affrontato e risolto,
– assumendo o trasferendo personale per ottenere, e subito, la copertura di cinque sportelli su cinque;
– ragionando su una possibile ricollocazione dell’ufficio in ambienti più ampi e ariosi e comodi: si guardino intorno, e ce ne sarebbero.
Nessuno mi risponda che non è compito dei Comuni, perché sarebbe un tentativo di evitare la responsabilità, che è politica nel senso più nobile del termine: affrontare e risolvere un problema.
Ulderico Nisticò