Adamo Alarico Corbelli Murat Occhiuto Oliverio Ulisse, e il garantismo

Oggi non mi sento benissimo, e, velut aegri somnia, cioè da ammalato, voglio giocare al garantista: Adamo Occhiuto Oliverio e soci sono tutti innocenti fino a sentenza definitiva. Sono stato chiaro? Sì, anche se, stando ai giornali, la lista dei reati che, dice il PM, avrebbero commessi è lunga quanto un lenzuolo. Questa lista, tutta la provare, mi consente tuttavia alcune riflessioni di carattere umano e politico, per le quali non c’è garantismo che tenga.

1. Nicola Adamo compare da decenni in tutta una raffica di vicende, anche di natura privata, eppure galleggia sempre; anzi viene dato per consigliere fraudolento di Oliverio. Bo!
2. Oliverio è appena uscito dall’obbligo di dimora, e già si affaccia di nuovo sui giornali.
3. Occhiuto e Oliverio dovrebbero essere i rivali accaniti delle prossime regionali, e uno di sinistra e l’altro di centro(destra): e invece, sempre stando al PM, sono pappa e ciccia.
4. Ecco un altro indizio di quanto io da sempre vado affermando: in Calabria non esistono destra e sinistra, non esistono maggioranze e opposizioni, bensì solo oppomaggioranze e maggiopposizioni, a simiglianza del proverbio calabrese sui mulinari, che qui non ripeto perché oggi sono garantista.
5. Ora capite perché alle prossime regionali, se trovo in lista anche uno solo dell’attuale classe politica (ahahahahahah), me ne starò tutto il giorno in campagna. Votateli voi, o amici e parenti e complici.

Ciò premesso, e aspettando con fede gli esiti della situazione, ora mi ricordo di essere storico e latinista, e rifletto su Alarico.
Sempre secondo le notizie che filtrano, Occhiuto avrebbe sorriso ad Adamo e Oliverio, non per comprarsi un’isola come fece D’Alema, non per tastare belle donne come Berlusconi, non per accumulare potere e diventa imperatore… macché, per il museo di Alarico!

Museo di Alarico, ovvero l’unico caso al mondo di museo con muri, scansie… e niente sopra. Il re goto, infatti, morì a Cosenza e ivi fu sepolto: così leggiamo in Jordanes; più un cenno generico di Isidoro. Di Alarico non è mai stato trovato un gioiello, un ninnolo, un osso… E non è stato trovato anche perché sulla buonanima si sono fatte tante chiacchiere e nessuna ricognizione preventiva attendibile, come indagine sulla toponomastica e su eventuali tradizioni popolari. Perciò Occhiuto – ma io sono garantista – avrebbe venduto l’anima per un museo torricellianamente vuoto.

Dev’essere una mania cosentina, quella dei sepolcri. Un mese fa, Corbelli per la 666ma volta ha annunziato, RAI Calabria esultante e prona, che sarà pronto il cimitero dei migranti, e dice entro il 2019: l’immagine tv non mostrò manco un mattone, 01.

A proposito di defunti e di loculi, tenetevi forte: siamo a “Murat, se ci sei batti un colpo”. Sfidando il ridicolo mondiale, a Pizzo si sono rivolti agli spiritisti, per cercare dove Gioacchino, fucilato il 13 ottobre 1815, sia stato sotterrato. Beh, se non lo sa lui stesso, Murat… Mi viene da piangere.

Infine, vi ricordo che nel giugno del 2017 si tennero due maxiconvegni megagalattici, presente Viscomi, per comunicare che, grazie a Wolf, sarebbero subito venuti milioni di turisti a vedere dove Ulisse sbarcò (più esattamente, fu sbattuto dai marosi), mentre la graziosa Nausicaa appendeva ad asciugare le mutandine che, usate a Tiriolo, andavano lavate a Falerna, km. 17. Non venne nessuno, perché è una bufala anche, soprattutto con il testo dell’Odissea alle mani. Non è colpa mia se io lo so leggere e altri no.
Ora qualcuno chiederà: Ma tu non eri garantista? Sì, e anche provvisoriamente, per i reati; non certo per le fantasie contorte degli intellettuali calabresi.

Ulderico Nisticò

 

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