Al call center di Crotone 400 esuberi: “Colpa del decreto dignità”

Una trentina di ex dipendenti della Abramo Customer Care ha protestato a Crotone per il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato da parte dell’azienda che ha nella zona il suo call center più grande. I lavoratori, in particolare, protestano contro le norme imposte dal decreto dignità e chiedono all’azienda di cercare soluzioni per i dipendenti che, tra contratti a progetto o a tempo determinato, lavoravano da anni ai call center della Abramo.

“Meglio precari che disoccupati. La precarietà lascia uno spiraglio, da disoccupati si va solo a favorire il lavoro nero”, ha detto una lavoratrice che a gennaio non ha avuto il rinnovo del contratto. Per Fabio Tomaino, segretario provinciale della Uil, presente alla protesta, “il decreto dignità ha portato un prezzo troppo caro per il sito di Crotone con 400 esuberi. Senza polemica adesso ci aspettiamo dai rappresentanti istituzionali del territorio, dai parlamentari ai politici locali, l’istituzione di un tavolo di crisi a livello nazionale alla presenza di azienda e sindacato per trovare una soluzione che deve impegnare tutti: il governo e, se ci sono i margini economici, anche l’azienda stessa. Bisogna agire tutti insieme e che non si faccia la confusione del passato con fughe in avanti e azioni individuali che non servono”.

Per Rita Lorenzano, segretario provinciale Cisl donne, “il decreto che si prefiggeva di dare più dignità ai precari invece li ha resi solo disoccupati. Tutto questo avviene nel silenzio generale della politica. Non si può parlare di mancanze dell’azienda, perché’ come tutte le aziende sta facendo quello che la legge consente di fare: dall’utilizzo degli stagisti alle agenzie interinali. Il problema – prosegue Rita Lorenzano – è a monte: il decreto doveva essere collegato a incentivi che permettessero alle aziende di trasformare i contratti a tempo determinato in indeterminato. C’è solo la possibilità che si da’ all’azienda di chiamare altre risorse al nostro posto. Vorremmo che Di Maio, che gira tutta Italia, vedesse l’effetto devastante che il suo decreto sta facendo nel mondo dei call center e qui a Crotone dove non ci sono altre opportunità di lavoro”.

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