Alecci sull’inquinamento ambientale provocato dalle pale eoliche


Presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale e porterò avanti la mia battaglia in tutte le sedi opportune. La Calabria non può essere terra di conquista per le grandi multinazionali che non lasciano nulla sui territori in termini economici e occupazionali.

In tutte le province calabresi, la creazione di parchi eolici per la produzione di energia ha deturpato in maniera ormai irreparabile paesaggi e scorci di straordinaria bellezza. Ma oltre a questo, c’è molto di più! Alcuni agricoltori e allevatori del crotonese mi hanno, infatti, segnalato con estrema preoccupazione un grave rischio di inquinamento ambientale derivante dalla perdita continua di olio industriale proveniente dal sistema rotante di alcune di queste pale.

Ho voluto approfondire personalmente la cosa e mi sono recato nella zona per un sopralluogo. In effetti, insieme ad Andrea Devona, consigliere provinciale che mi ha accompagnato nella visita, ho potuto constatare con i miei occhi la presenza di enormi macchie d’olio non solo sul tronco delle pale, ma anche a molti metri di distanza da esse.

Questo olio, infatti, spargendosi dall’alto nell’aria si posa sul terreno andando ad inquinare l’erba e la terra su cui pascolano e si nutrono numerosi greggi di mucche, capre e pecore. Per non parlare dei danni provocati all’apicoltura della zona, con l’inquinamento del miele all’interno delle arnie e lo sterminio di migliaia di api.

Un problema serissimo, che con la proliferazione di queste concessioni e la nascita degli impianti sta creando enormi problemi in alcuni dei luoghi più suggestivi della nostra regione. Una battaglia che ho intrapreso sin dall’inizio del mio mandato e che continuerò a portare avanti attraverso un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere se i dipartimenti e l’Assessorato all’Ambiente sono informati di questi pericoli e cosa intendono fare per porre rimedio.

Contestualmente è mia intenzione anche interessare i nostri rappresentanti in Parlamento, perché questa è una battaglia per la tutela di uno dei nostri beni più preziosi e deve essere combattuta in tutte le sedi opportune.

La Calabria, non mi stancherò mai di dirlo, non può essere terra di conquista per le grandi multinazionali che continuano ad arricchirsi con la produzione di energia degli impianti nei nostri territori. Energia che non serve alla nostra regione, la quale già produce molto di più del fabbisogno interno, e che non genera alcun effetto positivo a livello economico o occupazionale per i calabresi. A noi, purtroppo, rimane solo un paesaggio sfregiato, un rumore assordante, un ambiente inquinato.