Allarme Europol, bancomat nel mirino di «bande criminali senza scrupoli»

La lista di questo nuovo metodo di rapina si allunga ogni settimana e “Sempre più spesso vengono utilizzati esplosivi estremi, in grado di causare danni agli edifici e ferire le persone”, ha dichiarato domenica alla stampa la portavoce dell’Europol Claire Georges all’Aia, nei Paesi Bassi. Secondo Europol, gli attacchi ai bancomat, oltre ad aumentare drasticamente in tutta Europa, stanno diventando sempre più pericolosi che causano gravi danni agli edifici circostanti e soprattutto mettono in pericolo la vita delle persone che per caso si trovano nei paraggi.

L’agenzia di polizia è molto preoccupata per l’aumento della violenza, ha dichiarato all’Aia la portavoce Claire Georges. «Si possono definire come le moderne rapine alle banche», ha continuato la portavoce di Europol. Sempre più spesso le banche dispongono di poca liquidità nella filiale, secondo Claire Georges. Nei bancomat invece le bande criminali sono sicure di ottenere centinaia di migliaia di euro in poco tempo. L’aumento della potenza degli esplosivi utilizzati dai criminali sta mettendo sempre più in pericolo la vita delle persone che si trovano vicino al “bottino”.

Molti distributori si trovano nei supermercati o in strade trafficate. «Gli autori dei furti si stanno rivelando estremamente privi di scrupoli», ha detto la portavoce. «Non si preoccupano delle persone, ma solo dei soldi». Gli investigatori hanno notato questa tendenza in molti paesi europei. Bande criminali ben organizzate si sono specializzate in questi attacchi attraverso un addestramento specifico. L’anno scorso, con l’aiuto di Europol, gli investigatori avevano persino scoperto un centro di addestramento per l’esplosione di distributori automatici vicino a Utrecht, in Olanda.

Non sono ancora disponibili cifre esatte per tutta l’Europa, poiché gli Stati membri dell’UE segnalano i casi internazionali solo all’autorità di polizia europea. In Germania, l’Ufficio federale di polizia criminale ha registrato 287 casi l’anno scorso, rispetto ai 268 dell’anno precedente. Quest’anno, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si prevede un ulteriore incremento dei casi.