Catanzaro – Funerali giovane ucciso. Parroco: Speranza e non vendetta

Ragazzo ucciso a Catanzaro:legali madre, sentenza sia rapidaDecine di palloncini bianchi e neri, i colori della Juve, la sua squadra del cuore, e centinaia di persone hanno salutato il feretro di Marco Gentile, il diciottenne ucciso da un coetaneo a Catanzaro dopo una lite per 10 euro. Vicino alla bara bianca la madre Anna, stremata dal dolore. “Vi chiedo – ha detto il parroco don Mimmo Battaglia rivolgendosi agli amici – di seminare nei vostri cuori il seme della speranza e non della vendetta. L’odio avvelena, difendetevi scegliendo l’amore”. La chiesa del Sacro Cuore, nel quartiere Lido di Catanzaro, è stata letteralmente gremita da parenti, amici e dai compagni della squadra di calcio a 5 in cui Marco militava. Tutti in lacrime alla vista della bara bianca posta al centro della chiesa. “Due vite – ha detto il sacerdote nell’omelia riferendosi anche a Nicola Sia, il diciannovenne arrestato per l’omicidio – precipitate dentro la stessa bara. Un buco nero che un tempo era vita. Una madre privata della sua stessa fonte di vita. Era giovane Marco, giovane come voi che oggi lo piangete”.

E rivolgendosi alla madre del ragazzo, don Mimmo ha aggiunto: “non posso restituire Marco al tuo abbraccio, ma posso dirti, Anna, di stringere a te come tuoi, tutti i giovani che sono qui oggi seguendo l’esempio della madre di Gesù”. Una vicenda, quella dell’omicidio Gentile, che “ha scosso – ha proseguito il parroco – un’intera comunità, che resterà indelebile nella memoria di noi tutti e che mi auguro cambi il significato della vita di molti. Per questo vi chiedo perdono a nome di tutti gli adulti, perché vi abbiamo lasciati soli. Aiutateci a capire se sbagliamo con voi, dove sbagliamo, insegnateci a starvi vicino”. Al termine della funzione la bara è uscita dalla chiesa accompagnata da un lungo applauso.

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