Catanzaro – Intervista al fotografo Antonio Pullano in visita al “Giardino delle Arti”

Intervista al fotografo italocanadese Antonio Pullano in visita al “Il Giardino delle Arti” dell’Associazione Karol Wojtyla di Catanzaro. Per questa occasione l’artista ha lasciato in donazione dell’Associazione la foto: “Il Momento”.

Antonio-PullanoSi sente più canadese o italiano?

Sono orgoglioso di essere canadese, la bellezza della popolazione canadese sta proprio nella sua diversità di carattere e di tradizioni etniche. Il Canada è considerato un mosaico culturale ed io porto al suo disegno una forte influenza italiana.
Essere canadese è naturale per me. Ho sempre cercato di avvicinarmi alle sue radici italiane: ho imparato la lingua, ho aiutato gli italiani e ho impegnato molto tempo ad esplorare e sperimentare le sottigliezze ed i costumi che fanno parte del mio essere italiano.
Ogni volta che mi trovo in Italia è come vivere un’esistenza surreale. Il contatto con la mia famiglia in Calabria e le loro tradizioni fornisce una genesi alla mia identità e provo una sensazione intensissima di essere italiano.

E’ vero che ha messo da parte la sua laurea in relazioni umane, assieme a diversi altri master specialistici in economia e finanza, per darsi anima e corpo all’arte?

La mia laurea in relazioni umane il Master in Economia e Finanze sono stati molto utili per il mio successo come artista commerciale, innanzitutto mi hanno fornito le basi per capire per come fare per costruire un’attività propria da zero. Mentre l’attività cresceva, aumentavano le sfide. La natura del lavoro che faccio oggi presenta delle esigenze logistiche di orario e fisici molto impegnativi. Ci sono sempre delle variabili con cui fare i conti: multi-tasking, improvvise mancanze di utili e i fattori umani del personale e della squadra di lavoro in eterna evoluzione.
Il mio background in Business e Finanza mi ha insegnato come calcolare bilanci preventivi, come fare previsioni, pianificazioni ed eseguire il tutto con modi professionali.
Come proprietario della mia attività, non sono solo l’unico artista, ma sono anche il commercialista, il direttore di marketing, il pianificatore finanziario e il rappresentante delle vendite.
Queste solide abilità operazionali insieme a quelle di produrre, dirigere e di adoperare macchine fotografiche, telecamere /attrezzature fotografiche) creano un vantaggio di competitività significative per LovinLife Multimedia per quel che riguarda efficienza e costi; queste conoscenze risultano molto attraenti per i clienti.

Come e quando si è sviluppata la sua passione per i video e la fotografia?

Sono sempre stato in qualche modo o forma un’artista. Da bambino ero molto fantasioso. Durante l’adolescenza ho suonato la batteria in molti complessi e registrato musica suonando una varietà di strumenti. Mi sono sempre divertito ad esprimermi e a suscitare sensazioni e reazioni in coloro che mi circondano.
La mia prima esperienza con un film è stata nella scuola superiore quando invece di presentare una relazione per la lezione in classe di storia, il mio gruppo di compagni ed io abbiamo realizzato “fatto in casa” un documentario sulla 1° Guerra Mondiale. Abbiamo scavato una trincea nel giardino dietro casa mia, messo insieme delle bombe fumogene; ci siamo vestiti da soldati e recitato un numero di scene fra le quali l’assassinio di Francesco Ferdinando, degli attacchi con gas, un gruppo di obiettori di coscienza e anche il ruolo delle donne durante la 1° Guerra Mondiale.
I film e la fotografia non sono stati una passione per me. Piuttosto esse rappresentano il mezzo per esprimere, lusingare le persone che gravitano intorno a me che io adoro immediatamente.

I suoi lavori di video e fotografia si ispirano a qualche altro autore, attuale o del passato, dell’immagine?

Il mio lavoro come artista non è stato influenzato da altri. A scuola infatti, ho studiato Economia e Finanza, non arte o fotografia. Accendo la TV meno di 10 volte all’anno e ho trascorso pochissimo tempo esposto ai lavori o alle tecniche di altri artisti. Ciò fa si che con quello che io creo, con il mio personale modo di esprimermi e con le tecniche, è come se opponesse la mia firma sulla mia percezione delle meraviglie del mondo.
Una ispirazione indiretta l’ho avuta nel 1999 quando il grande regista Roberto Benigni ha ricevuto l’Oscar per “La Vita è Bella”. La sua reazione gioiosa nel vincere il premio come migliore film in lingua straniera ha acceso la scintilla che mi ha trasformato, circa 9 anni più tardi, in direttore della fotografia.

Come è nata la sua collaborazione pubblicitaria per la famosa casa di orologi Casio? Cosa ha in serbo per il domani?

LA CASIO è il mio cliente da 8 anni. Sono stato scoperto durante un servizio non commissionato della competizione US Open a Huntington Beach, perché un agente sportivo della CASIO che rappresentava un atleta surfista professionista, necessitava delle immagini promozionali.
Il mio rapporto con la CASIO continua a crescere evolversi rafforzarsi e mia ha permesso di viaggiare in tutto il mondo per creare un valido investimento in marketing e pubblicità. Quotidianamente, la CASIO mi da il quasi completo controllo creativo su ogni incarico lavorando in diretto contatto con il loro ufficio centrale a Shibuya in Giappone per soddisfare ogni loro esigenza produttiva.

Di recente è stato chiamato a svolgere qualche lavoro importante?

L’Associated Press ha una sezione per l’intrattenimento chiamata INVISION AGENCY. Io mi sento di essere stato “benedetto” perché ho un rapporto di lavoro con l’INVISION. Fornisco loro i servizi di intrattenimento pubblicitario per gli eventi importanti con la presenza della stampa. Nel passato mi hanno assegnato lavori con STAPLES, “HUGO BOSS E GIBSON BRANDS”. Ho lavorato con delle superstar quali Kei$ha e Katy Perry e, a grossi eventi come il SUPERBOWL. Di recente INVISION ha chiesto la mia disponibilità per un servizio alle PRIME TIME EMMY AWARDS 2015 che si svolgeranno a Los Angeles, California a Settembre.

Con la sua opera museale: “Il Momento”, donata allo spazio museale. “Il Giardino delle Arti” dell’Associazione Karol Wojtyla di Catanzaro, cosa ha voluto immortalare?

Con questa foto intitolata “Il Momento” intendo fare capire come la fotografia sia una forma d’arte e come i fotografi cercano di esporre vari livelli di bellezza e qualità artistiche. Apprezzare questa foto significherebbe fare un paragone tra questo “Momento” nel tempo e il tuo personale momento durante una visita nella stessa località. Come sarà la differenza tra la tua esperienza da quella del fotografo? La percezione di ciò che vedi nella realtà sembrerà altrettanto vivace, misteriosa o intrigante? Coglierai le stesse vibrazioni, le stesse simmetrie, percepirai gli stessi raggi di luce? Come si diversificherà il “tuo” senso del momento nel guardare la fotografia paragonato a quello del momento in cui stai li nella realtà? E’ diverso o simile il “tuo” momento?. Magari scatterai una tua foto per fare il paragone e, attraverso quest’ esercizio, capirai il vero dono di un fotografo di talento.
Il nostro scopo è quello di capire o anticipare la presenza di un momento raro nel tempo e di usare ogni mezzo disponibile per trasmettere il più alto livello di intensità del momento, per catturarlo come arte e condividerlo cosicché possa essere goduto a lungo dopo che, sia noi, sia il “momento”, non ci saremo più.

Catanzaro 09/09/2015
Arcangelo Pugliese

 

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