Come si fa la raccolta differenziata? Ora lo so


raccolta_differenziata_1Tutto è accaduto qualche sera addietro a cena.

Raccontavo delle mie difficoltà a seguire puntualmente il calendario di raccolta differenziata a Montepaone.

<< Perdonatemi, ma non so più che fare. La questione è assai complicata.

Cominciamo dall’umido. Se il venerdì mangiamo pesce a pranzo siamo costretti a tenerci le teste e la puzza fino al lunedì successivo, senza tralasciare il pericolo a cui andiamo incontro, vista l’orda inferocita di gatti in attesa sotto il balcone! Gli altri giorni non va meglio. L’ho ripetuto cento volte a mia moglie: dobbiamo mangiare meno e più secco, niente stufati o brodi, la carne deve avere pochi nervetti e il sugo al pomodoro va eliminato dagli spaghetti! Meglio in bianco tutta la settimana. Due giorni di umido a settimana, per chi mangia davvero, sono una iattura! O ci teniamo l’umido e aspettiamo che diventi compost per le rose oppure siamo fregati.

L’indifferenziata, poi, è una tragedia. Perdo due ore al giorno a tagliare, sminuzzare, piegare ogni elemento, nel tentativo di ridurre le dimensioni del secco, ma niente. Potremmo allargare il balcone, ma ci vuole troppo tempo. Ho provato a cercare su Internet un compattatore usato, ma ne ho trovato uno in disuso in una scarica di Chernobyl. Lo userei pure, però vorrei la certezza che non mi cadranno gli ultimi quattro capelli sulla pelata. Ho anche la sensazione che sulla casa si sia creato un buco dell’ozono, da quando facciamo la raccolta!

La plastica è un altro paio di maniche, non sappiamo dove metterla, semplicemente. Tutto è plastica in questa cucina. Almeno, però, non puzza.

Ora mi chiedo: possibile che solo noi abbiamo questi problemi?>>

Si alza il commensale a capotavola e ci dice: << Che ne sai tu! Mia figlia produce pupù quanto un reggimento, cambiamo pannolini, almeno, otto volte al giorno. Siccome va nell’indifferenziata, e l’operatore passa una volta alla settimana, come credi che viviamo in casa? Ho visto mia moglie rovistare su una bancarella di un polacco alla ricerca di una maschera antigas della Seconda Guerra Mondiale!>>.

Io provo ad immaginare cosa faremmo noi, quando all’improvviso sento ridere alle mie spalle.

Un caro amico, uscito a fumare, sghignazza alle nostre spalle: << Ancora non ci siete arrivati? Dovete andare oltre, buttare lo sguardo al di là! Prendete me. Io la butto a Soverato. Differenzio ci mancherebbe, ma non intendo fare diversamente.>>.

<< E’ sbagliato>> replico <<Se sei residente in un posto e paghi per quel servizio e lì che la devi buttare!>>.

<< Ti correggo, caro amico>> si alza un altro commensale << io la butto dove passo: a volte a Davoli, qualche volta a Satriano e non disdegno certo Soverato. Come potrei fare diversamente? Ci vorrebbero i cassonetti per la plastica, il vetro e la carta. La raccolta porta a porta solo per l’umido e il secco indifferenziato, ma più volte a settimana, allora sì che sarebbe semplice!>>.

Di fronte a queste posizioni mi sento estremamente in difficoltà.

<<Non mi sembra giusto. Sarei d’accordo, in linea di massima, con te e penso dovremmo farlo presente al Comune, senza barare.>>.

<<Amico mio>> mi risponde << io, al contrario di te, non ho balconi né un giardino come l’altro. Se facessi come dici, non avrei spazio per vivere. E poi…>>.

<<E poi ?>> curioso di sapere mi alzo e lo indico.

<<E poi, hai notato che i cittadini non si lamentano? Ognuno fa da sé.>>.

<<Ma…?>> e mi siedo.

Alcuni capiscono che non ho altri argomenti e provano a cambiare discorso: non vogliono mettermi in disagio. La serata scivola via e, dopo aver salutato gli astanti, comincio a rassettare la cucina. Guardando la spazzatura che si è prodotta, mi alzo le maniche e mi metto di buona lena, perché so già che impiegherò del tempo a separare ogni cosa. Mentre provo a compattare tutte le bottiglie di plastica, ripenso alle loro parole e decido che non li inviterò più.

<<Da oggi ognuno a casa propria! Basta con queste cene e non perché gli ospiti non siano graditi, ma si produce troppa spazzatura!>>.

Filippo Apostoliti


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