Damnatio memoriae di Oliverio

Capita ogni tanto di vedere un’iscrizione egiziana antica con un’ellisse e niente dentro: fu che cancellarono il contenuto, cioè il nome geroglifico di un faraone evidentemente poco simpatico. I Romani la chiamarono “damnatio memoriae”, e un bell’esempio ce lo dà Virgilio, il quale chiude le Bucoliche con l’amico, il potentissimo e poeta Gallo, e voleva fare lo stesso con le Georgiche, però intanto Gallo venne esiliato da Ottaviano, e Virgilio lo sostituì al volo con Orfeo.

“Si licet parvis componere magna”, patisce la stessa sorte Mario Oliverio, il quale da giorni e giorni è quasi sparito dalle cronache scritte e televisive, insomma non lo nomina nessuno. Come mai? Non tanto per le sue note disavventure giudiziarie, ma perché delle sue disavventure giudiziarie a nessuno pare importare. Il centro(destra) ha finto, ha sussurrato di chiedere le dimissioni; la sinistra, a parte visite di condoglianze, non se ne cura; il commissario venuto dalla Campania (quello del Piemonte si defilò) si è rifiutato di trattare la questione Oliverio; la pubblica opinione mostra il più glaciale silenzio nella più allegra indifferenza.

È dunque abbastanza evidente che la sinistra molla Oliverio; mentre il centro(destra) pare orientato verso Alarico… ops, Occhiuto.
Questi sono i fatti. In quanto opinione pubblica, cioè a titolo strettamente personale, la vicenda mi suscita qualche volatile e passeggera curiosità; ma se alle prossime elezioni mi dovessi trovare, al posto di Viscomi, di Russo, della Corigliano, qualche assessore Tallini o Aiello o roba del genere, allora la Calabria “incidit in Scyllam cupiens vitare Carybdim”; coraggio, lo capite tutti. Se no, terra terra, vi comunico che la situazione non cambia, anzi nemmeno peggiora.

Come con A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), e tanti altri inutili e dannosi; il cui effetto è la Calabria terzultima fra 360 regioni europee: formalocchiu!

Questo è quanto penso io. I lettori la pensino come meglio pare a loro. Se però uno qualsiasi dei lettori riesce a trovarmi una sola cosa qualsiasi positiva (politicamente parlando) di A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), gli offro un caffè.

Affidando dunque alla damnatio memoriae A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), veniamo ad rem.

La Calabria avrebbe bisogno di una rivoluzione in capo e membra, non di sostituire un essere inutile (politicamente parlando) con un altro essere inutile.
L’ultima notizia, che la Calabria vanta il primato di truffe europee per 140 milioni, e ha recuperato 800.000 €, dimostra che è sono ignoranti come suole di scarpe, o sono complici. Chi? Tutti, politicanti e passacarte.

Sono io in grado di cambiare le cose? Sì, a due condizioni: o mi danno una bacchetta magica, o mi nominano commissario con poteri da tiranno di Siracusa dei bei tempi che furono. Siccome sono solo due letterarie fantasie, io sono in grado di spostare un (01) voto, il mio. Che certamente non andrà alla sinistra o al centro(destra).
Male che vada, c’è la campagna, non quella elettorale, quella agricola.

Sarei però lieto di conoscere i programmi dei futuri candidati: quelli veri, intendo, non fiumi di chiacchiere fintobuoniste o fintoliberali eccetera.
Sarei poi lietissimo se ogni candidato, mostrando la faccia, dicesse in pubblico di aver fatto questo o quello, con numeri e date e dati eccetera. Ahahahahah!

Ulderico Nisticò

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