Due arresti per un omicidio del 2015, ipotesi è vendetta pedofilia

Francesco Fiorillo, 45 anni, era stato freddato in un agguato quasi 4 anni fa. Nel marzo 2018 era stato arrestato un 26enne, oggi altri due giovani. Secondo le indagini, potrebbe essere stato assassinato perché avrebbe tentato di adescare uno o più minori

Una vendetta per le sue presunte tendenze pedofile. È questa l’ipotesi della polizia riguardo all’omicidio di Francesco Fiorillo, di 45 anni, ucciso in un agguato a Vibo Valentia il 15 dicembre del 2015. Questa mattina, la polizia ha arrestato due persone accusate dell’assassinio. Per l’omicidio, nel marzo del 2018, era già stato arrestato un ragazzo di 26 anni. Con gli arresti di oggi, il Commissariato ritiene di aver chiuso il cerchio delle responsabilità

Francesco Fiorillo è stato ucciso nel 2015 nella frazione “Longobardi” di Vibo Valentia, mentre rincasava dopo aver parcheggiato la sua macchina. Gli assassini, armati di pistole, lo avevano aspettato nascosti dietro un cespuglio. L’uomo, venditore ambulante, era morto subito. Tre anni dopo, per l’omicidio era stato fermato un 26enne vibonese: era stato identificato grazie al profilo genetico ricavato da un guanto in lattice trovato sul luogo dell’assassinio. L’arresto del 26enne aveva dato il via a nuove indagini, che oggi hanno portato all’arresto di altri due giovani accusati di essere stati suoi complici nell’omicidio.

Secondo le indagini, Fiorillo potrebbe essere stato assassinato perché avrebbe tentato di adescare uno o più minori. La scoperta di presunte tendenze pedofile dell’assassinato, inoltre, ha fatto scattare un’altra indagine del Commissariato di Vibo Valentia che, dopo alcuni mesi, ha portato a stroncare un giro di pedofilia in cui era coinvolto anche un sacerdote.

I due arresti di oggi sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Per le indagini si è rivelato fondamentale il gps installato sull’automobile di uno dei due arrestati. Il gps era stato impiantato sulla vettura di uno dei due presunti assassini da una società di assicurazioni. È stata proprio questa apparecchiatura a rivelare i movimenti effettuati dall’automobile del presunto omicida di Fiorillo e a permettere di incastrarlo.

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