Il tardissimo pentimento di Juncker e le elezioni europee

Mentre scrivo, della questione brexit ho capito quello che hanno capito tutti, inclusa la regina Elisabetta: niente. Perciò, andando vedendo, e parliamo di Juncker.

Io spero che i lettori di Soveratoweb abbiano anche letto un giornale e visto un tg. Jean-Claude Juncker, che è il presidente della Commissione Europea, ha pronunziato, e pubblicamente e senza ombra di equivoci, due affermazioni, una già gravissima, e l’altra da mandarlo ad Oristano nella cella vicina a C. Battisti.
La prima, dopo anni e anni di aver detto il contrario, è che l’austerità è stato un errore. Juncker si riferisce esplicitamente alla Grecia, ma vale per tutta l’Europa. Qual è, l’errore? Aver affamato la Grecia, averne ucciso l’economia, pur di far quadrare i conti e il bilancio. Lo dice Juncker, cioè il presidente della Commissione che è responsabile dell’errore. E aggiunge, come fosse una piccola distrazione, “Non siamo stati solidali”.

È quello, lettori, che da anni vi scrivo; l’economia e la finanzia sono due cose diverse, e solo i laureati con tre lauree possono pensare siano la stessa cosa!!!
Per quanto riguarda l’Italia, ci basta ricordare l’affamatore Monti e l’affamatrice Fornero, ma anche i vari Prodi e Gentiloni e Renzi etc., e per poco non abbiamo rischiato il Cottarelli. A proposito, manco è vero che hanno fatto quadrare il bilancio.

La manovra Conte per il 2019 va in direzione contraria ai Juncker e Draghi e Monti etc.: grazie a Dio e a Conte, Di Maio e Salvini. E, almeno nelle intenzioni, vuole mettere in moto l’economia reale, non i fogli di carta chiamati euro.
Ma molto più grave, da galera, è l’affermazione seconda di Juncker, che l’Europa ha seguito le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale. Capite, ha seguito!

E allora, se non comanda la Commissione, se non comanda l’Europa, se comanda il FMI, a che servono, l’Europa e la Commissione? Questa Europa, questa Commissione?
Insomma, abbiamo molti e ottimi motivi per mandare a casa Juncker, e con esso i vari Draghi, Prodi, Monti eccetera. Juncker si è pentito, e i peccatori pentiti vanno perdonati: perdonati, sì, ma non certo rimessi in posti di potere. A casa! Ha una bella pensione, e può mangiarsela e bersela con gli amici. Acqua, non pensate a male.

L’occasione sono le elezioni europee di maggio prossimo. È un’occasione da cogliere, per dare all’Europa (se ancora ci sarà un’Europa) una classe dirigente seria ed autorevole, e responsabile davanti ai popoli, un governo che faccia politica estera, e politica economica.
Non basta cambiare le persone, va cambiata l’ideologia. Al 95% delle persone, me in testa, non importa quasi niente se un sindaco donna debba essere chiamata sindaca; importa se il sindaco, maschio o femmina che sia (o, in privato, “marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti”, come dissero di Cesare), governi bene.

Perché ciò avvenga, perché venga eletto un Parlamento europeo decente, bisogna smetterla con il vizio di considerare Strasburgo come il cimitero degli elefanti e il parcheggio dei falliti, come invece finora hanno fatto i partiti itaiani, sistemando al Parlamento europeo quelli che si volevano levare dai piedi. Volete che vi faccia nomi e cognomi?
Il Parlamento di Strasburgo, sulla carta, ha oggi ben pochi poteri. Ma qui non si discute di ius conditum, ma proprio del contrario, di ius condendum; cioè non dell’Europa insoddisfacente che abbiamo, e che nessuno vuole tenere in piedi; ma di una che ancora non c’è e che forse ancora potrebbe nascere.

Potrebbe: se invece non nascerà… beh, ragazzi, è caduto l’Impero Romano, volete che non possa cadere quel branco di burocrati che oggi chiamiamo Europa Unita, e che è in mano a qualche Juncker di turno? A Moscovici? Ad Avramopulos? A Draghi?
O, ancora peggio, alla May?

Ulderico Nisticò

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