La Corte dei conti dice…

La Corte dei conti della Calabria, stimatissimo organo, dice che:

– la Regione Calabria ha speso, nel 2017, l’8.4% dei fondi europei, cioè quasi nulla;
– la Regione Calabria mostra “disordine amministrativo”: parole testuali;
– gli Enti subregionali sono un disastro e pozzo senza fondo, e assorbono soldi senza servire a niente;
– i malati veri vanno a curarsi altrove, e ciò costa alla Regione un pacco di denaro, facendo della Calabria la prima d’Italia per tale spesa, che va a danno nostro e a vantaggio di altri.

Detto questo, la Corte dei conti “parifica” il bilancio 2017. Io non so niente di diritto amministrativo in senso stretto e letterale, però, a naso, a fiuto, così eccepisco:

– come mai il bilancio del 2017 viene discusso il 22 novembre 2018, giorno di Santa Cecilia? forse a suono di musica? io pretenderei i conti entro massimo Carnevale: ma io non sono nessuno;
– perché la Corte dei conti, certo legittimamente, “parifica” il bilancio di una Regione che versa, secondo la detta Corte, in pieno “disordine amministrativo”, parole testuali?

Ripeto che il comportamento della Corte dei conti è legittimo, anzi sacrosanto, purissimo, castissimo, saggissimo: però, secondo me, quel poco che resta di Napoleone I si rivolta nella tomba di Parigi. Egli istituì la Corte dei conti, e lo fece perché controllasse i conti. E sarebbe ora che nell’immaginario collettivo di parlasse di Buonaparte non per le sue guerre (se pensiamo alla campagna di Russia, a Lipsia e a Waterloo, come generale fece un po’ schifo!), ma alle sue riforme. Non è colpa mia se a scuola spiegano solo quella dei cimiteri, per via del Foscolo.

Comunque, la Corte dei conti calabrese, mentre approva il suddetto sfascio, e, ripeto, fa benissimo, è perfettamente nel giusto, si lascia scappare che i conti reali della Regione Calabria sono un pianto disperato.

1. L’8.4% dei fondi europei viene speso, quindi il 95.6% torna indietro, e se lo pappano Milano o la Slovacchia o l’Irlanda… Oggi la colpa è di Oliverio, ma non scordiamo A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio stesso assessore, tutti di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi, costoro di centro(destra). Tutti santi subito, però tutti, e dico tutti, politicamente parlando hanno fatto schifo ai cani randagi.
2. Il “disordine amministrativo” è colpa dei politici, ma soprattutto di quella manica di passacarte che occupano i dieci piani di morbidezza di Germaneto: tutti santi subito, ma, come funzionari e impiegati, fanno vomitare i topi. Sarei curiosi di leggere i fascicoli uno per uno, e scoprire come sono ci arrivati!
3. Quelli che ipocritamente vengono chiamati Enti subregionali, tipo Calabria Verde, per capirci, sono “magra latrocinia”, come direbbe sant’Agostino, cioè bande di ladri in grande: mi riferisco a tutti tranne uno. Che furbata: così non mi possono manco querelare.

Osservato questo, rinnovo i miei complimenti alla Corte dei conti, per come rispetta alla lettera la legge; e perciò approva, dopo solo un annetto, un bilancio contabilmente perfetto e sostanzialmente non tanto. Brava, Corte, che leggi i conti, e i conti, sulla carta, tornano: e non stare a sentire Napoleone I, che tanto è morto dal 5 maggio 1821, e a scuola hai pure studiato la poesia. Le poesie, che bella cosa! È con la prosa che la Calabria se la cava malissimo.
Dichiaro infine che oggi, essendo invitato a cena, berrò due bicchieri in più: uno alla salute della Regione Calabria, e l’altro per brindare alla Corte dei conti.

Ulderico Nisticò

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