La discoteca assassina e “Ci vuole una legge”

Nella maledetta discoteca di Ancona, non una sola norma era stata rispettata: nella sala da ballo erano entrate tre volte più persone della capienza, stando ai biglietti; sempre ammesso che tanti altri non siano passati in nero; erano gravemente carenti le misure di sicurezza; assente il personale di assistenza; il locale era stato chiuso per un anno, poi riaperto dopo dichiarati interventi, che evidentemente erano fasulli, formali; i gestori erano forse convinti che, trattandosi di ragazzini, tutto sarebbe finito dopo l’esibizione di quel tizio tanto di moda, non si sa perché. E sognavano, con la rapina, di essersi sistemati per Natale e tutte le altre feste.

Quando succedono cose del genere, subito qualcuno se ne esce con “Ci vuole una legge”; e per decenni sono state “fatte leggi” a iosa, e tutte scritte benissimo… e tutte rimaste squallide chiacchiere. A parte che si trova sempre un giudice buonista che fa scansare la galera!

Per esempio, l’idiota che ha usato la bomboletta al peperoncino, quasi certamente un ragazzino, state certi che se la caverà con pochissimo; e c’è sempre un garante dei minori che brama uscire in prima pagina dei giornali con dichiarazioni paradossali ma di successo.

Mi dicono che quel cantante, o sedicente tale, manda messaggi di droga, sesso libero, bestemmie e roba del genere: non è esattamente un modello, per poco più che bambini; e anche per questo ci sono leggi. Se io, da professore di ragazzi ben più maturi, avessi detto una parolaccia in classe, sarebbe stata una seria violazione della deontologia professionale, un reato; ma le mamme portano le figlie a sentire quello schifo umano come fosse una cosa seria! Poi si lamentano, se la figlioletta batte e si droga?

E c’è sempre un sociologo della domenica che spiega il “fenomeno”, e io, secondo degli sciocchini miei amici, essendo “un uomo di cultura”, dovrei dargli retta: mentre il mio pensiero sarebbero tanti, ma tanti calci dove non so.

Insomma, è ora di porre fine a questa immane Suburra che è diventato l’Occidente edonista piccolo borghese, e prima di dover contare ancora sei morti (speriamo solo sei), e feriti in pericolo. Quello che serve non sono parole, ma effettivi controlli a locali di assembramento di qualsiasi natura.

E se un locale non è idoneo, non è idoneo e basta; e non cambia niente se si adegua sulla carta: i controlli devono avvenire con gli occhi, sul posto, e con potere di mettere i sigilli dove non va; sigilli di lucchetti, non di carta anche loro.

Conclusione. Vanno puniti (in galera vera!) l’imbecille della bomboletta, e tutti i responsabili della discoteca macelleria, e i loro nomi e le brutte facce esposti al pubblico; vanno chiusi tutti i locali fuori legge; va radicalmente cambiata una mentalità che porta quasi bambini a sentire uno strimpellatore da osteria malfamata.

Ulderico Nisticò

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