La politica del turismo in Calabria

calabria-turismoPenso ci sia poco da commentare se l’idea del rilancio turistico di questa sfortunata regione sembra essere prioritariamente legata alla idea di un ” diluvio” di costruzioni di campi da Golf come sembra la Giunta regionale si stia orientando attraverso una proposta di legge. Penso che la Calabria debba approfondire la politica del turismo assieme agli operatori turistici, ai sindacati nazionali e regionali operanti nel settore, coinvolgendo in un progetto anche le altre ” Regioni limitrofe” . Sarà dalle analisi che matureranno da questi incontri che si potrà prospettare le linee di una organica politica turistica adatta ad una regione quale la nostra Calabria.Mi si permetterà affermare che il turismo in Calabria è sopratutto ” nelle mani”, nella professionalità dei : < camerieri, portieri, baristi, fattorini, informatori, guide, interprete,assistenti turistici > che sono coloro i quali entrano in rapporti diretti ed immediati con il ” turista”. Dalla loro capacità professionale dipende in gran parte la redditività della impresa turistica . Ecco perchè prioritario alla costruzione die campi dal Golf si tratta della formazione di personale turistico in tutte le sue specie e i suoi gradi, ossia di un capitale personale del cui impiego deriverebbero i servizi attesi dal turista. Ancor prima di pensare ai ” campi da golf” occorrerebbe organizzare un complesso di indagini scientifiche sulle cause, sulle forme e sugli effetti del movimento del ” turista ” dei nostri tempi. Perchè non intervenire perchè presso la Facoltà di giurisprudenza non si attui un < corso di perfezionamento in Economia del Turismo ? >.Molti possono essere gli organi di formazione della cultura turistica, ma per la Calabria la fucina tipica , nella quale va pensato il turismo, dove la cultura turistica dovrebbe essere forgiata rimane ancora la scuola. Su di questa la Regione occorre che agisca con chiarezza di propositi, con organicità, con adeguatezza di mezzi. Resta per il turismo il bisogno di una seria programmazione che sia capace di farsi atto concreto man mano si presentano le esigenze; che risponda incisivamente ai problemi in corso, dovuti, fra l’altro, alla <stanchezza> delle tradizioni correnti turistiche, al disordine del nostro mercato turistico, alla carenza di capacità tecnica ed anche di fantasia nella valorizzazione delle nostre attrattive, alla < rivoluzione > nel campo delle vie e dei mezzi di comunicazione. Tutto il resto , per me , saranno solo <<< sogni >>>

Sergio Scarpino

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.