L’allontanamento sociale e l’abbandono fisico degli anziani

L’antropologia afferma che l’homo sapiens sapiens (ossia l’uomo moderno) è comparso sulla terra circa 35.000 anni fa, da allora le nostre potenzialità intellettive sono rimaste pressoché le stesse avendo sfornato nel frattempo le menti più illuminate di sempre (Aristotele, Archimede, Leonardo, Dante, Newton, Mozart, Einstein e così via). Figlia dell’antropologia e dell’etologia umana è l’etnologia, ossia la scienza che si studia i comportamenti e le organizzazioni dei sistemi sociali umani.

Questa scienza nata nel 19º secolo afferma che da migliaia e migliaia di anni l’essere umano anziano ha sempre goduto di grande prestigio e rispetto nella società e, quasi sempre, ne ha ricoperto il ruolo di guida e di leader poiché riconosciuto il suo primato naturale in saggezze. Oggi no, oggi nell’era del consumismo mordi e fuggi, tutto ciò che è datato è considerato superato, obsoleto, vecchio, uomo compreso.

Infatti assistiamo all’allontanamento sociale se non all’abbandono fisico degli anziani poiché di peso ai ritmi convulsivi di oggi, questo fa si che assieme a essi scompaiono molti valori, usi, costumi, tradizioni e virtù che costoro hanno sempre custodito, valorizzato e tramandato.

Rallentiamo questi ritmi, valorizziamo i nostri saggi e rendiamo questa vita si moderna ma a misura d’uomo, di tutti, uomini, bambini, anziani e vecchi compresi…abbandoniamo l’arrivismo a tutti i costi e il mettere l’io prima di ogni cosa.

Saverio Tripodi