L’ambasciatore dell’Iran e il Meridione d’Italia

 Durante l’interessante convegno che vedete esposto in foto, l’ambasciatore dell’Iran ha detto una cosetta curiosa: che gli Iraniani sono molto interessati all’Italia, e ci vengono come turisti, ma “la località più meridionale d’Italia che visitano è Roma”. Roma: quindi niente Napoli, Sorrento, Capri, Ischia, Pompei; niente Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento; niente Bari, Lecce… e figuratevi la Calabria! Se lo dice l’ambasciatore che ha i numeri sotto gli occhi, sarà così. E lo stesso se parlassero gli ambasciatori del Giappone, del Brasile, della N. Zelanda, eccetera.

 Mi pare di sentire i dotti pinoaprilati: la colpa è di Garibaldi; se invece sono di cultura di loggia, della Chiesa e dei Borbone; o di Barbablù. E invece la colpa è tutta e solo nostra, dei Meridionali.

 Colpa banale del sistema turistico, che, detto in generale, non funziona, e nessuno si cura di farlo funzionare.

 Quel poco di pubblicità… Vi bastano Muccino e T-Alarico? Muccino, del resto, non lo ha mai visto nessuno.

 Ma il peggio è l’immagine che del Meridione viene data non da quelli di Varese e di Belluno, ma da quelli del Meridione, soprattutto se intellettuali. Il Meridione è zeppo di intellettuali: e i pessimi effetti si vedono!

 Che fanno, i piagnoni? Ignorando (voce del verbo ignorare, il cui participio è ignorante!) la storia e il presente del Sud, ma sicuri di successo e stipendio con la loro roba per malati corporali e mentali, presentano un Sud in cui l’unica cosa interessante è la mafia; e nemmeno epica come nel Padrino, o paradossale come nei Soprano: macché, mafia di subumani, in pessimo dialetto e con sottotitoli in mediocre italiano. Se un iraniano vede una simile disgrazia letteraria o filmica, capisce che nel Sud d’Italia non vale la pena di andare: non c’è niente da vedere, e per di più ti rapinano.

 Nel caso meno peggiore, del Meridione si mostrano sole e mare, due cose che si trovano alle Maldive e ai Caraibi, però a costi molto più bassi. Turismo di salute, religioso, culturale… mai sentiti nominare.

 Chissà se possiamo incuriosire gli Iraniani con quando Democede di Crotone, il medico di Atossa… ma perché ve lo devo raccontare gratis? Mi sono stufato, e d’ora in poi, pagatemi: un euro, ma pagatemi.

 All’ambasciatore iraniano, però, se mi telefona, lo spiego senza manco l’euro. Così si accorge che almeno uno, a Sud, se la cava…

Ulderico Nisticò