Lo sterco del demonio


Perché la conversione energetica affidata agli stessi soggetti e agli stessi meccanismi che hanno determinato la crisi ecologica planetaria è solo un grande imbroglio 

Le parole fanno giri di valzer con i fatti e i sentimenti di ogni epoca. Nella nostra epoca al contempo buia e rischiarata da un inquinamento luminoso in procinto di farsi sostenibile mediante l’avvicendamento tra le fonti fossili di energia e quelle rinnovabili (previa sostituzione dei boschi di alberi vivi con le foreste di pale eoliche morte) è quasi impossibile per un poeta raggiungere dopo il crepuscolo una postazione degna di lui, immune cioè da fari, fanali, lampioni e altri profanatori dell’oscurità propizia agli uccelli rapaci e agli innamorati.

Mettiamo che questo esemplare di una specie in via di estinzione riesca invece ad ammirare l’epifania di una luna enorme pronta a tingere d’arancio il mare blu profondo della notte. Se l’improbabile poeta, soggiogato dalla visione, volesse a questo punto addirittura esprimere il suo stato d’animo farebbe certo ricorso a parole fuori corso, incapaci ormai di comunicare qualcosa alla luna storta di chi cerca un lavoro, all’affanno di chi ha conseguito il lavoro e fatica a tenersi a galla, alla desolazione cosmica della brama di ricchezze che affligge l’umanità.

Sono questi chiari di luna, i nostri tempi strattonati dal totalitarismo economico, ad aver svuotato le parole della Costituzione Italiana repubblicana, individuate e pesate una per una da esseri umani saggi e intenzionati a scongiurare gli orrori della guerra da cui erano appena passati conferendo centralità ai diritti fondamentali degli individui e dei gruppi sociali, e mettendo perciò un freno all’iniziativa economica privata.

I parolieri della musica al momento in voga hanno inventato i tormentoni della sana competizione globale e dell’ossimorico sviluppo sostenibile, la crescita infinita vestita di verde; i fatti acquattati dietro queste parole sono le guerre in atto per l’accaparramento delle risorse e lo schema bellico applicato ai rapporti con la natura.

Una società davvero ecologica, in armonia con i processi della vita, ha bisogno di parole precise, che nessun azzeccagarbugli possa interpretare a suo piacimento: amore, pace, cooperazione, interdipendenza. E di adoperarsi affinché un immediatamente prossimo giro di valzer della storia venga precluso alla boria dell’uomo tecnologico, al dominio, al potere, agli affari, al denaro, in altre parole allo sterco del demonio.

Movimento Terra e Libertà Calabria